Volendo favorire l'affluenza di turisti, cogliendo l'occasione dell'Esposizione Internazionale di Milano (Expo 2015), il famoso Pavimento del Duomo di Siena, in linea del tutto eccezionale, è stato reso visibile in anticipo rispetto al solito.

Il magnifico complesso del Duomo di Siena comprende una serie di monumenti tra i più significativi nel panorama artistico europeo. La Cattedrale, con più di un milione di visitatori ogni anno, ne rappresenta senza dubbio il fulcro dal quale si diparte ogni ulteriore approfondimento, ma sono parte determinante del complesso anche la Cripta, il Battistero e il Museo dell'Opera inseriti nella stessa ampia mole costituita dal "Duomo Vecchio" e dal "Duomo Nuovo".

L’opera, per più versi eccezionale, è il pavimento, “il più bello…, grande e magnifico… che mai fusse stato fatto”, secondo la definizione di Giorgio Vasari, frutto di un programma che si è realizzato attraverso i secoli, a partire dal Trecento fino all’Ottocento.

La consueta apertura avviene normalmente subito dopo il Palio dell’Assunta, dal 18 agosto fino alla fine di ottobre. Quest’anno a questa data si aggiunge un ulteriore appuntamento che copre tutto il mese di luglio, fino al 31.

Il Pavimento, solitamente riparato dal calpestio dei fedeli con una speciale copertura, è un capolavoro unico nel suo genere, composto da cinquantasei tarsie marmoree realizzate dai cartoni preparatori di importanti artisti, tra cui il Pinturicchio, Sassetta, Domenico di Bartolo, Matteo di Giovanni, Domenico Beccafiumi.

La tecnica utilizzata per trasferire l’idea dei vari artisti sul pavimento è quella del commesso marmoreo e del graffito. Si iniziò in modo semplice, per poi raggiungere gradatamente una perfezione sorprendente: le prime tarsie furono tratteggiate sopra lastre di marmo bianco con solchi eseguiti con lo scalpello e il trapano, riempiti di stucco nero. Questa tecnica è chiamata “graffito”. Poi si aggiunsero marmi colorati accostati assieme come in una tarsia lignea: questa tecnica è chiamata commesso marmoreo.

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