In occasione della XXI Solenne Seduta Pubblica delle Pontificie Accademie, quale "incoraggiamento alla ricerca e all’approfondimento delle tematiche fondamentali per la visione umanistica cristiana", Papa Francesco ha inviato un messaggio ai tanti partecipanti ricordando l'invito di "impegnarsi per rendere sempre più umani i luoghi della convivenza sociale", già rivolto agli artisti dal Papa emerito Benedetto XVI nel 2009.

Papa Francesco ha poi fatto riferimento, andando all'attualità, "ai progetti di riqualificazione e di rinascita delle periferie delle metropoli, delle grandi città, elaborati da tanti qualificati architetti, che propongono, appunto, “scintille” di bellezza, cioè piccoli interventi a carattere urbanistico, architettonico e artistico attraverso cui ricreare, anche nei contesti più degradati e imbruttiti, un senso di bellezza, di dignità, di decoro umano prima che urbano."

E' stata praticamente una forte sollecitazione a “Portare la bellezza nelle periferie degradate”.

"Si fa strada - dice il Papa - la convinzione che anche nelle periferie ci siano tracce di bellezza, di umanità vera, che bisogna saper cogliere e valorizzare al massimo, che vanno sostenute e incoraggiate, sviluppate e diffuse."

Ma "forse tante città del nostro tempo, con i loro sobborghi desolanti, hanno lasciato molto più spazio alle paure che ai desideri e ai sogni più belli delle persone, soprattutto dei più giovani."

"Nell’Enciclica -Laudato si’- ho sottolineato, continua Papa Francesco, proprio la relazione che c’è tra un’adeguata educazione estetica e il mantenimento di un ambiente sano, affermando che «prestare attenzione alla bellezza e amarla ci aiuta ad uscire dal pragmatismo utilitaristico. Quando non si impara a fermarsi ad ammirare e apprezzare il bello, non è strano che ogni cosa si trasformi in oggetto di uso e abuso senza scrupoli».

"Per questo, ad esempio, è necessario che gli edifici sacri, a cominciare dalle nuove chiese parrocchiali, soprattutto quelle collocate in contesti periferici e degradati, si propongano, pur nella loro semplicità ed essenzialità, come oasi di bellezza, di pace, di accoglienza, favorendo davvero l’incontro con Dio e la comunione con i fratelli e le sorelle, diventando così anche punto di riferimento per la crescita integrale di tutti gli abitanti, per uno sviluppo armonico e solidale delle comunità."

E secondo il Pontefice il compito «importante e necessario» degli artisti, in particolare di quanti sono credenti, è «creare opere d’arte che portino, proprio attraverso il linguaggio della bellezza, un segno, una scintilla di speranza e di fiducia lì dove le persone sembrano arrendersi all’indifferenza e alla bruttezza».

«Architetti e pittori, scultori e musicisti, cineasti e letterati, fotografi e poeti, artisti di ogni disciplina, - continua Papa Francesco - sono chiamati a far brillare la bellezza soprattutto dove l’oscurità o il grigiore domina la quotidianità; sono custodi della bellezza, annunciatori e testimoni di speranza per l’umanità, come hanno più volte ripetuto i miei Predecessori. Li invito, pertanto, ad avere cura della bellezza, e la bellezza curerà tante ferite che segnano il cuore e l’animo degli uomini e delle donne dei nostri giorni».

Arch. Lorenzo Margiotta

Vuoi restare aggiornato su questo argomento? Lascia la tua email e registrati con un click.
Questo sito utilizza i cookies. Continuando la navigazione l'utente acconsente al loro utilizzo in conformità con i Termini sulla privacy.                   [
Non mostrare più
]
Accedi o registrati gratis in un click
Email:
Password:
Password dimenticata?