S.Giovanni degli Eremiti - Palermo

A Bonn è avvenuto il riconoscimento Unesco del percorso arabo-normanno come patrimonio dell'umanità: nove monumenti, sette a Palermo oltre le Cattedrali di Cefalù e Monreale, che contraddistinguono l'arte e la civiltà delle tre città siciliane.

Con l’iscrizione definitiva nella 'World heritage list-Unesco' del circuito "Palermo arabo-normanna e le Cattedrali di Cefalù e Monreale" il Comitato del patrimonio mondiale ha riconosciuto la bellezza e l'importanza dell'architettura arabo-normanna siciliana.

La Sicilia conta adesso ben 7 riconoscimenti, che ne fanno la regione con più siti Unesco: l’Etna, le Isole Eolie, la Valle dei Templi di Agrigento, la Villa del Casale di Piazza Armerina, la Val di Noto e Siracusa, la necropoli di Pantalica e appunto il percorso arabo-normanno di Palermo, Monreale e Cefalù.

Un percorso, quello dell’itinerario, che parte da lontano, ovvero nel 1996: è in quell’anno che l‘Italia propone due siti, ovvero Palermo-Monreale e Cefalù, poi unificati nel 2010. L'attuale riconoscimento come Patrimonio dell’Umanità dovrebbe portare a un considerevole incremento dei flussi turistici.

E forse dimentichiamo troppo spesso che l’Italia è il Paese ad avere il maggior numero di siti nella lista dei Patrimoni dell’umanità: 50 su un elenco di 1.007 beni dal valore universale di cui 779 culturali, 197 naturali e 31 misti presenti in 161 nazioni del mondo. La lista è tenuta dall’Unesco, l’agenzia specializzata dell’Onu creata nel 1946 con lo scopo di promuovere la pace e la comprensione tra i popoli mediante la cultura, la scienza e l’informazione.

L'itinerario arabo-normanno è composto da nove monumenti: il Palazzo Reale con la cappella Palatina, la chiesa di San Giovanni degli Eremiti e quella di Santa Maria dell'Ammiraglio (nota come chiesa della Martorana), la chiesa di San Cataldo, la cattedrale di Palermo, il palazzo della Zisa, Ponte dell'Ammiraglio, la Cattedrale e il chiostro di Cefalù e la Cattedrale di Monreale.

Ora lo scoglio principale sarà quello di impegnarsi per proteggere e custodire questo patrimonio, affinché possa essere tramandato intatto alle generazioni future, specialmente in quest'ultimo periodo storico, momento in cui il fondamentalismo islamico compie stragi e vorrebbe portarci ad uno scontro di civiltà.

Arch. Lorenzo Margiotta

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