La nuova Imposta Municipale Propria si applica sui fabbricati (case, negozi, capannoni industriali, autorimesse, uffici, magazzini), aree fabbricabili e terreni agricoli. Si applica anche in caso di godimento su un immobile, del diritto di usufrutto, uso o abitazione, di enfiteusi, di superficie, di locazione finanziaria, di concessione demaniale.
Ma disposizioni particolari sono state emanate per la prima casa o abitazione principale.

Pagare l IMU per l abitazione principaleCome definizione acquisita, per abitazione principale si intende una unità immobiliare iscritta (o ancora da iscrivere) nel Catasto di appartenenza e nel quale immobile il possessore (o nucleo familiare) dimora abitualmente e risiede anagraficamente.

Le pertinenze.
La normativa statale prevede che all'abitazione principale vadano collegate anche le relative pertinenze che consistono in quelle esclusivamente accatastate nelle categorie:
- C/2: magazzini e locali di deposito; cantine e soffitte se non unite all’unità immobiliare abitativa;
- C/6: stalle, scuderie, rimesse, autorimesse;
- C/7: tettoie.

Con le ultime disposizioni legislative in merito alla reintroduzione della ex ICI (introdotta nel 1992 e diventata una delle entrate più importanti nel bilancio dei Comuni, prima di essere abolita dal governo Berlusconi per le prime case.), ora IMU - Imposta Municipale Propria sulla casa (introdotta in via sperimentale dal così detto Decreto “Salva Italia”) - i contribuenti possono considerare come pertinenza dell’abitazione principale soltanto un’unità immobiliare per ciascuna categoria catastale, fino ad un massimo di tre pertinenze appartenenti ciascuna ad una categoria catastale diversa.

Per chiarire il concetto il ministero ha esplicitato che se una soffitta o una cantina, entrambe classificabili in C/2, sono accatastate unitamente all’abitazione principale, il contribuente può usufruire delle agevolazioni per l’abitazione principale solo per un’altra pertinenza classificata in C/6 o C/7.

Le aliquote.
Passando poi alle varie aliquote di riferimento è stato evidenziato che:
- L’aliquota per l’abitazione principale e per le relative pertinenze è pari a 0,4%;
- I comuni possono aumentarla o diminuirla sino a 0,2 punti percentuali;
- Detta aliquota potrà, pertanto, oscillare da un minimo di 0,2% ad un massimo di 0,6%
- Le aliquote per l’abitazione principale e per le relative pertinenze si applicano anche ai cittadini italiani residenti all’estero, alla casa coniugale assegnata all’ex coniuge; all’abitazione non locata posseduta da
anziani o disabili che risiedono in istituti di ricovero sanitario (questo però solo se il comune lo ha già previsto nel proprio regolamento).

I versamenti.
Ormai si sa da tempo che i versamenti di questa novella tassa saranno elevati. Fortunatamente però il Governo Monti ha previsto alcune detrazioni per l’abitazione principale e le relative pertinenze riconosciute:
-  una detrazione pari a € 200 (oltre all’aliquota ridotta) per il periodo durante il quale si protrae la destinazione;
- e se l’unità immobiliare è adibita ad abitazione principale da più soggetti passivi, la detrazione spetta a ciascuno di essi in egual misura e proporzionalmente al periodo per il quale la destinazione stessa si verifica.

Ad esempio, se l’abitazione è posseduta da due coniugi che vi risiedono e dimorano per l’intero anno, a ciascuno di essi spetta la detrazione di € 100 (la metà esatta di € 200).
Se, invece, l’abitazione è posseduta da 4 soggetti passivi che vi risiedono e dimorano per l’intero anno, a ciascuno di essi spetta la detrazione di € 50 (€ 200/4).

Ma ci sono ancora altri casi di detrazione.
Le detrazioni previste per l’abitazione principale e le relative pertinenze si applicano anche:
- alle unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie in proprietà indivisa adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari;
- agli alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti autonomi per le case popolari (es: gli IACP).

Le maggiorazioni.
Inoltre va sottolineato che è prevista anche una maggiorazione alle suddette detrazioni.
E' il caso di nuclei familiari composti anche da figli di età non superiore a 26 anni. La detrazione di € 200, quindi, viene maggiorata di € 50 per ciascun figlio e sempre fino al compimento del 26° anno di età, a condizione che lo stesso dimori abitualmente e risieda anagraficamente nell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale.
Va ricordato però che la maggiorazione non può superare € 400 e, pertanto, l’importo complessivo della detrazione (€ 200) e della maggiorazione non può risultare in totale superiore a € 600.

Arch. Lorenzo Margiotta
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