E' ormai certa la riproposizione dell'imposta comunale sugli immobili (la cosiddetta ICI) sulla prima casa, il cui varo è atteso già lunedì prossimo da parte del governo Monti. E le varie considerazioni dei proprietari di case rasentano l'assoluta incertezza tra favorevoli, contrari e semi-contrari.

Pagamento ICI sulla prima casaMa se si tratterà di una stangata o piuttosto di un sacrificio sopportabile dipenderà da molti fattori e decisioni governative non ancora conosciute. La prima domanda è sempre quella più ovvia: se il nuovo governo in carica si limiterà a reintrodurre l'Ici così com'era quando fu abolita dal governo Berlusconi o se sarà l'occasione per il battesimo dell'Imposta Uunicipale Unica (la cosiddetta IMU), già precedentemente approvata nell'ambito delle disposizioni sul federalismo fiscale.
L'Imu, infatti, prevista dal decreto sul fisco comunale (Dlgs 23/11) per ridare fiato all’autonomia impositiva degli enti locali e che doveva scattare dal 2014, sostituirà dal 2013 Ici e Irpef sui redditi fondiari in un'unica imposta.

Quasi sicuramente però la nuova imposizione non sarà simile alla precedente ICI perché costruita su presupposti completamente diversi. Lo stesso Mario Monti, infatti, in alcune sue risposte a domande dirette ha sottolineato un possibile carattere di progressività che dovrà ispirare il nuovo prelievo, ma sempre legato al valore degli immobili posseduti da ogni contribuente.

E qui scatta la seconda ovvia domanda: quando, per chi e con quali modalità scatterà la nuova rivalutazione lineare delle rendite catastali?
Da tempo si parla, infatti, di rivalutare le rendite catastali che attualmente sono parecchio distanti dal reale valore di mercato. La sfasatura tra il prezzo di mercato di un immobile e quello dichiarato a fini fiscali è evidente e la crescente inadeguatezza dello strumento della rendita catastale a fungere da base imponibile per la tassazione degli immobili ha determinato, nel tempo, la necessità di un allineamento delle stesse.
Ma come e quando ciò avverrà lo si saprà soltanto dopo l'attesa presentazione del programma di Mario Monti al Parlamento.

In ogni caso "il possibile ripristino del pagamento dell’Ici sarebbe deleterio per l’edilizia economica e popolare e rappresenterebbe un ulteriore costo cui dovrebbe far fronte la Pubblica amministrazione”.
Lo ha affermato l’assessore alle Politiche per la casa della Regione Lazio, Teodoro Buontempo, aggiungendo: “Il ritorno all’Ici sulle abitazioni di edilizia residenziale pubblica priverebbe le Ater della concreta possibilità di costruire case per contrastare un’emergenza abitativa sempre più grave. Un’eventualità che il nostro Paese non può certo permettersi e che trova la mia totale contrarietà. Per questo mi sto attivando, coinvolgendo anche le Ater, per impedire questo ennesimo ‘atto di forza’ verso i cittadini”.

In effetti sembra discutibile la tassazione di un bene che viene realizzato usando denaro pubblico allo scopo di far fronte ad una specifica emergenza sociale, come il problema casa. Ma la situazione economica è tale che tutto può contribuire alla auspicata ricrescita nazionale.

Ing. Enzo Ritto
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