Il Consiglio nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC), si assume la piena responsabilità di affermare - confortato da pareri di autorevoli giuristi - che l'obbligo di installare il POS, apparecchiatura che permette di leggere e accettare pagamenti tramite carte di debito (bancomat) accreditando l'importo direttamente in conto corrente senza utilizzare denaro in contanti, non si applica agli architetti iscritti nei nostri Albi, qualora sia fatta salva la possibilità per il Committente di pagare con bonifico bancario, strumento questo che consente la piena tracciabilità del pagamento, o con assegno.

Così si è espresso il Consiglio nazionale (nella sua nota del 18 dicembre) sulla norma che prevede dall'1 gennaio 2014 che "i soggetti che effettuano l'attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali", sono tenuti ad accettare anche pagamenti effettuati attraverso carte di debito, utilizzando il POS.

"Ma - ricorda ancora il Consiglio nazionale - vi è, da un lato, una presa di posizione della Banca d'Italia che solleva non pochi distinguo e, dall'altro, il fatto che mancano ancora i decreti attuativi attraverso i quali dovranno essere espressamente individuati i soggetti interessati dal POS, in quanto la norma fa solo riferimento a "prestazione di servizi, anche professionali"; così come manca la disciplina relativa agli eventuali importi minimi, le modalità e i termini di attuazione. Di fatto una norma, priva di disposizioni applicative per quanto attiene la decorrenza dell'1 gennaio prossimo".

"Una tale vessazione ricadrebbe con maggiore forza sui giovani architetti che a fronte di redditi già minimi e ulteriormente gravemente ridotti dalla crisi, sarebbero obbligati a dotarsi di POS, pagando per l'inutile servizio una quota rilevante del loro magro fatturato".

"Personalmente - dice il Presidente del Consiglio Nazionale, Leopoldo Freyrie - per evidenziare il nostro necessario dovere di contrastare, a nome degli architetti italiani, una norma così stupida ed iniqua, annuncio fin da ora e pubblicamente che pur svolgendo la libera professione, non intendo dotarmi di POS e ricorrerò in tutte le sedi, fino alla Corte Costituzionale, per difendere doverosamente la categoria che rappresento".

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