Il politologo Lorenzo Ornaghi, ministro per i Beni e le Attività Culturali del governo Monti, dieci giorni fa al Senato, in Commissione Territorio Ambiente, aveva dichiarato (nell'illustrare gli indirizzi del Governo in tema di tutela del paesaggio) che con certezza il suo dicastero si sarebbe fatto promotore di una nuova legge quadro sul governo del territorio.

Ornaghi Riformiamo la Legge urbanisticaLe sue dichiarazioni hanno già trovato il plauso dell'INU-Istituto Nazionale di Urbanistica e di Associazioni di categoria rappresentanti gli operatori nell'edilizia.
Federico Oliva, presidente dell’INU, ha commentato positivamente la novità spiegando che già negli ultimi anni l’INU si era impegnato per l'indispensabile riforma urbanistica, "da attuarsi con l'approvazione di una legge sui principi fondamentali del governo del territorio, come vuole la riforma del Titolo V della Costituzione approvata nel 2001".

Ornaghi aveva sottolineato come in Italia dal 1956 al 2011 ci sia stato un aumento dello spreco di superficie territoriale del 500%, coinvolgendo anche le Amministrazioni di quei piccoli comuni caratterizzati dalla tendenza e dalla necessità di fare cassa usando l’edificabilità.

Il Ministro ha auspicato, quindi, di bloccare il consumo indiscriminato del suolo: “una meta che dobbiamo prefiggerci da subito se abbiamo a cuore la cura del nostro straordinario paesaggio e se ci preme la realtà in cui vivranno le generazioni future”.
In pratica serve un piano quadro che fissi "alcuni principi fondamentali in materia del territorio consistenti nella previsione di misure idonee a limitare il consumo del suolo e a favorire la riqualificazione dei centri urbani e delle periferie”, ma anche "la cultura della legalità nell’uso e nelle trasformazioni del territorio" come ha dichiarato Ornaghi. "Se finora si è potuto consumare liberamente il suolo è stato soprattutto perché è mancata la coscienza della sua natura di risorsa scarsa”.

Evidentemente, data la situazione attuale ormai al collasso, il Ministro Ornaghi vuole intervenire con una nuova legge urbanistica, che non venga più intesa come normativa restrittiva bensì auspicata come un obiettivo strategico che miri "ad agire sul recupero delle periferie degradate e delle vaste aree industriali dismesse e sul miglioramento dell'efficienza energetica del patrimonio edilizio degli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso".

La legge in vigore, infatti, risale al 1942 ed "è stata giustamente definita obsoleta dal ministro", ha concluso Federico Oliva. "Auspico, a nome di tutto l'INU, che il Governo presenti rapidamente la proposta di legge annunciata dal ministro, superando la situazione di empasse che da almeno due legislature ha impedito al Parlamento di approvare i diversi progetti di legge presentati."

Intanto il Ministro ha assicurato che - per fissare i principi fondamentali della nuova legge e favorire la riqualificazione dei centri urbani e delle periferie, con buona ripercussione sulla pianificazione paesaggistica di area vasta - la nuova normativa "sarà messa a punto con l’intesa del Ministro delle infrastrutture e trasporti e con il concerto degli attori istituzionali e degli altri soggetti, anche portatori di interessi diffusi".

Arch. Lorenzo Margiotta
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