L’Autorità nazionale Anticorruzione (ANAC) continua la sua opera di indagine e controllo, e questa volta interviene anche sugli Ordini Professionali.
Con decisione del 18 novembre (delibera n. 145/2014) è stata disposta una modifica sugli ordini professionali, stabilendo che il termine per l’inizio dell’attività di controllo venga individuato nel 1° gennaio 2015.

Tutto parte dall'articolo 3, comma 1 del d.p.r. n. 68/1986 che prevede che, all’interno del comparto del personale degli enti pubblici non economici, rientra il personale degli ordini e dei collegi professionali e relative federazioni, consigli e collegi nazionali, confermando quindi l’appartenenza degli ordini alla categoria degli enti pubblici non economici, come presi in considerazione dall’articolo 1, comma 2 del d.lgs. n. 165/2001.

Infatti il suddetto articolo 1, comma 2 del d.lgs. n. 165/2001 aveva chiarito che "per amministrazioni pubbliche si intendono tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane, e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, il CONI".

Il documento dell'ANAC, firmato da Raffaele Cantone, ha ritenuto urgente ribadire e ritenere applicabili le disposizioni di prevenzione della corruzione di cui alla legge Severino n.190/2012, nella quale viene stabilito che le disposizioni di prevenzione della corruzione sono applicabili alle amministrazioni pubbliche, tra le quali, come sancito dalla legge n. 165/2001, rientrano anche – come enti pubblici non economici – gli Ordini professionali.

I suddetti enti, pertanto, dovranno predisporre (entro l'1 gennaio 2015) il Piano triennale di prevenzione della corruzione, il Piano triennale della trasparenza e il Codice di comportamento del dipendente pubblico, nominare il Responsabile della prevenzione della corruzione, adempiere agli obblighi in materia di trasparenza di cui al Dlgs. n. 33/2013 e, infine, attenersi ai divieti in tema di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi di cui al Dlgs. n. 39/2013.

Va evidenziato, infatti, che questi decreti legislativi hanno sancito l’incompatibilità per tutti i rappresentanti di Ordini e Collegi nel ricoprire incarichi di vertice nelle amministrazioni statali, regionali e locali e incarichi politici.

Ing. Enzo Ritto

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