Il Congresso Nazionale di Roma sarà un appuntamento importante, a dieci anni dall’ultimo Congresso tenutosi a Palermo, perché intende offrire un significativo contributo sul futuro dell’abitare, delle città e dei territori, proponendo un paradigma della qualità della vita urbana che sia a misura d’uomo.

Al Congresso sarà lanciata una serie di proposte per realizzare una politica strategica per le città in modo che esse diventino, sempre più, un luogo desiderabile dove vivere, lavorare, incontrarsi, formarsi, conoscere e divertirsi: un luogo attrattivo, dunque, da tutti i punti di vista.

Una delle proposte che ha subito creato malumore tra gli ingegneri è il documento/proposta di legge “in material di politiche per l’Architettura”, che contiene le istanze fondamentali redatte dal Gruppo di lavoro, appositamente costituito, denominato «Gruppo di Lavoro Legge per l'Architettura».

La redazione del documento è consistita nell'individuazione dei presupposti fondamentali della proposta di Legge, evidenziando le precipue finalità di una Legge Quadro che riguardi un'intera società e il benessere di ogni singolo individuo che la compone.

Il lavoro ha previsto uno studio sistematico di tutte le Leggi europee, delle bozze di legge italiane e delle proposte di normativa regionale, per individuare le metodologie migliori per conseguire gli obiettivi prefissati di promozione, tutela e sviluppo dell'Architettura intesa come fondamentale strumento di sviluppo dell'uomo.

Si tratta di una bozza di articolato che sarà sottoposta al controllo di congruità Costituzionale dopo la discussione dei contenuti con tutte le figure coinvolte.
La Legge Quadro, volutamente snella, sarà divisa un due parti: una parte dedicata alle definizioni e al campo di applicazione, ed una parte dedicata alle politiche.

Ma è risultato subito ovvio che la bozza di disegno di legge, pur in attuazione dell’art. 9 della Costituzione, dovesse creare malumori e dissensi in chi non apprezza il lavoro degli architetti.

Resta comunque l’obiettivo primario di individuare le linee politiche di indirizzo per la valorizzazione, la promozione, la diffusione e il miglioramento dell’architettura, l’educazione verso la cultura architettonica, prevedendo azioni corrette di trasformazione dello spazio naturale e antropizzato, nonché fare chiarezza in merito alla definizioni dei termini, ambiti di applicazione e delle competenze di chi opera per essa.

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