Al Senato è in discussione il disegno di legge n. 1747 (norme integrative al decreto legge n.179/2012 in vigore dallo scorso 30 giugno) che imporrebbe sanzioni fino a 1.500 euro e la sospensione dell'attività ai liberi professionisti che non si siano dotati di POS.

"Ingiusta, anacronistica, punitiva e inutile": è il commento del Consiglio Nazionale degli Architetti.

"Ingiusta - spiega il Consiglio Nazionale - perché si basa sul presupposto e sul pregiudizio che tutti i liberi professionisti siano evasori fiscali; anacronistica perché impone un'attrezzatura informatica già superata dalla fatturazione elettronica e dai pagamenti effettuabili via smartphone; punitiva perché, per quanto riguarda gli architetti, costi e sanzioni, andranno a colpire giovani che, come dimostra la ricerca del Cresme sullo stato della professione, hanno redditi mensili che oscillano tra 500 e 1000 euro frutto della emissione, nella migliore delle ipotesi, di non più di 10 fatture annue; inutile perché non costituisce in alcun modo un deterrente nei confronti dei pagamenti in nero e dell'evasione fiscale."

Ma l'obbligo del POS non è solo assurdo, secondo Confedertecnica (la Confederazione Sindacale Italiana delle Libere Professioni Tecniche), perchè è la "dimostrazione di come la politica sia ormai distante, quando non contrapposta, rispetto alla vita quotidiana delle Pmi, dei professionisti e delle partite IVA, che in Italia sono sottoposti a sempre maggiori obblighi a fronte di sempre minor lavoro".

Stigmatizzando l’ennesimo provvedimento-capestro che minaccia e punisce severamente professionisti e partite Iva, Calogero Lo Castro (Presidente di Confedertecnica) ha dichiarato: "Si sta manifestando uno stato di polizia tributaria che perseguita i professionisti in ogni momento della loro attività, mentre quando gli stessi professionisti eseguono prestazioni per la Pubblica Amministrazione si trovano ancora a fare i conti con tempi lunghi e difficili riscossioni."

Le nuove norme (ancora in discussione) prevederebbero:
- una sanzione amministrativa di 500 euro per i professionisti che non abbiano provveduto a munirsi di adeguati strumenti per accettare pagamenti tramite carta di debito;
- una sanzione amministrativa di 1.000 euro per i professionisti che entro 60 giorni dalla notifica del provvedimento sanzionatorio non abbiano provveduto a comunicare, all'ufficio che ha irrogato la sanzione, dell'avvenuto adeguamento con le modalità comunicate nella sanzione notificata o non si siano adeguati;
- la sospensione dell'attività professionale e commerciale sino al completo adeguamento alla normativa in materia, qualora i professionisti non abbiano ancora provveduto all'adeguamento entro altri 30 giorni dalla sanzione di 1.000 euro.

Vuoi restare aggiornato su questo argomento? Lascia la tua email e registrati con un click.
Questo sito utilizza i cookies. Continuando la navigazione l'utente acconsente al loro utilizzo in conformità con i Termini sulla privacy.                   [
Non mostrare più
]
Accedi o registrati gratis in un click
Email:
Password:
Password dimenticata?