Mercoledì scorso si è svolta l’audizione del Presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, sul decreto correttivo al codice appalti. Dopo aver premesso di considerare «un errore» la scelta di intervenire - a solo un anno di distanza dall’entrata in vigore - su una riforma ancora largamente inattuata, Cantone si è soffermato sui punti critici.

Tra i vari punti affrontati anche la scelta di intervenire in modo massiccio sull'impianto della riforma, e dice Cantone: «tanto che non è chiaro se si tratta di un Correttivo o di un secondo codice».
E dalle maggiori perplessità emerge la scelta di rivedere la separazione netta tra progettazione e lavori con una serie di deroghe che a detta di Cantone “oggettivamente reintroducono l’appalto integrato”.

Criticata, in particolare, la scelta di attribuire al Mit il compito di definire per decreto una formula di progettazione semplificata per le manutenzioni. «Una delega amplissima che espone a rischi anche perché sappiamo che sotto la voce manutenzione straordinaria può rientrare un'ampia gamma di interventi».

Sempre sul fronte dell'appalto integrato arriva una richiesta relativa alla misura che consente alle Pa di affidare con l'appalto integrato - per 18 mesi dopo il Correttivo - i progetti definitivi approvati prima del 19 aprile 2016 (data di entrata in vigore del Dlgs 50/2016). «Bisogna evitare che si tratti di una "proroga a vita" - ha detto Cantone - e stabilire con precisione da quale atto pubblico si deve poter verificare che l'approvazione del progetto definitivo è intervenuta prima di quella data».

Cantone si è poi detto «molto preoccupato» dalla norma che ridefinisce su base regionale l’albo dei commissari di gara esterni alle PA. «Bisogna garantire il massimo dell’indipendenza delle commissioni evitando ogni rischio di "pilotaggio" delle nomine». Per lo stesso motivo ha anche valutato come fondamentale la norma che introduce l'obbligo di nominare tra gli esperti esterni almeno il presidente nelle gare oltre al milione.
Il Presidente dell’Anac ha poi segnalato «il grande ampliamento delle possibilità di subappalto» previsto con il correttivo, «con un’impostazione molto cambiata rispetto a quella approvata con il codice». Cantone si è anche soffermato sulla modifica che rende facoltativa la richiesta di una terna di subappaltatori con l'offerta. «In questo modo la terna diventa sostanzialmente teorica - ha specificato - Mi chiedo quale sia la stazione appaltante che avrà interesse a fare una richiesta simile».

Fonte: Fondazione Architetti e Ingegneri

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