Chi ha contestato vari punti della proposta del nuovo “Codice degli appalti pubblici e dei contratti di concessione”, e ha sperato in varie modifiche al testo originale grazie ad una analisi approfondita delle Commissioni parlamentari, si deve proprio ricredere.

In questa settimana inizia l’esame da parte delle Commissioni di Camera e Senato dello schema di decreto legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri (il 3 marzo scorso) in attuazione della legge delega n. 11/2016.
Con il provvedimento in argomento viene approvato il riordino della normativa sugli appalti (con l’abrogazione dell’attuale Codice dei contratti e del regolamento di attuazione) e vengono anche recepite le direttive europee su appalti e concessioni.

E' stato ormai ampiamente diffuso, infatti, il contenuto dei 217 nuovi articoli che compongono il provvedimento sottoposto ad approvazione definitiva: criteri di semplificazione, snellimento e riduzione delle norme in materia, rafforzamento dell’ANAC nel sostegno alla legalità, istituzione di un'altra nuova Cabina di regìa, modifiche per le stazioni appaltanti, nuove regole procedurali per ogni tipologia contrattuale, superamento della Legge Obiettivo, qualità del progetto (sic!), livelli di progettazione, nuovo rito sul contenzioso, revisione dei criteri di aggiudicazione, nuovo documento di gara europeo, trasparenza, nuova disciplina del sistema delle garanzie, norme per il Partenariato pubblico privato, ed altro ancora.

Ma sembra che il Governo voglia concludere l'iter approvativo entro la scadenza del 18 aprile prossimo, previo parere positivo delle Commissioni di Camera e Senato (sempre che siano del tutto sovrapponibili).
Ad esse sono stati, quindi, trasmessi anche i relativi documenti ufficiali per l'idoneo esame: Relazione illustrativa, Relazione tecnica, Analisi tecnico-normativa, Analisi di impatto della regolamentazione, Documento di consultazione, oltre ai 23 Contributi di critiche e osservazioni inviate da numerosi Enti, Associazioni e Consigli Nazionali Ordinistici.

Quindi le commissioni parlamentari hanno giusto il tempo per verificare se il Governo ha rispettato i principi della legge delega; analizzare le questioni relative alla sostenibilità finanziaria del provvedimento; controllare la compatibilità del provvedimento con le tre Direttive Europee.
A cosa servono le Consultazioni? A cosa servono esprimere ed inviare al Governo giuste ed approfondite osservazioni nel merito dei vari contenuti proposti?

Ing. Enzo Ritto

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