Si era pensato che qualcosa di buono si facesse per ridare dignità alla professione dei progettisti esterni alle pubbliche amministrazioni, i tenti liberi professionisti mai graditi a tanta parte dei politici.
Non era una lotta tra tecnici, ma la possibilità di ridare a ciascuno le vere mansioni di competenza.
Ma così non si è avverato.

E’ stato cancellato dal nuovo Codice Appalti, ma l’incentivo ai progettisti dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni crea ancora qualche difficoltà a chi ne ha usufruito e adesso, forse, deve restituirlo. Per risolvere i dubbi in campo è stata presentata un’interrogazione parlamentare che Confedertecnica ha pubblicato integralmente sul suo sito.

Adesso, stando al nuovo Codice degli Appalti, le Amministrazioni pubbliche destineranno il 2% degli importi a base di gara per le attività di programmazione delle spese, controllo delle procedure di gara, direzione dei lavori e collaudi svolti dai dipendenti pubblici.
Confedertecnica aveva già espresso le sue perplessità due anni fa, seguendo l’iter parlamentare della riforma: “La reiterata difesa di posizioni di parte ad opera di soggetti rappresentativi di comparti delle amministrazioni pubbliche determina situazioni di stallo che condizionano lo sviluppo generale del Paese e l’efficacia della politica del Governo”, aveva accusato il Presidente di Confedertecnica, Calogero Lo Castro.

Torna oggi la questione: "Un importante beneficio per gli interessi collettivi potrebbe aversi dalla ricerca tra le parti di procedure idonee a stabilire un nuovo rapporto integrativo e di reciproco supporto tra funzione pubblica e componenti professionali esterne".
La voce dei liberi professionisti tecnici si fa sentire anche sul punto dei requisiti richiesti dal Codice Appalti ai progettisti interni alla Pubblica Amministrazione: essi infatti potranno continuare ad essere sprovvisti dell’iscrizione ad un Ordine professionale.
Per loro si mantiene una corsia preferenziale contestata da Confedertecnica, perché rimanendo sufficiente la sola abilitazione si mantiene una fascia protetta che garantisce ai professionisti tecnici assunti internamente alla Pubblica Amministrazione un regime professionale facilitato.

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