L’ottava Commissione Lavori pubblici del Senato, e con parere identico anche la Commissione della Camera, dopo aver esaminato lo schema di decreto legislativo del Governo, ha dato il suo via libera con numerose, lunghe, dettagliate osservazioni, modifiche, correzioni e condizioni.

Dell'esito del parere lo si dava quasi per certo, e infatti, a quanto viene riferito, ha votato favorevolmente la maggioranza, astenuti Fi e Sel, con voto contrario del Movimento5stelle e Lega.

Positivi sono stati, ovviamente, i commenti dei parlamentari, che hanno enfatizzato sul parere sostanzialmente congiunto delle due Commissioni, dichiarandone addirittura la circostanza di "importanza anche storica essendo la prima volta che accade, ma che soprattutto dà ancora più rilievo al lavoro fatto dalla due Camere, in un corretto rapporto dialettico con il Governo".

Come al solito ci troviamo sempre di fronte a parole vuote, specialmente quando si declama che questo parere "rappresenta anche un'innovazione istituzionale".
E' il solito tentativo, invece, di minimizzare la gravità della situazione, visto che dalle Commissioni sono state attentamente valutate, in coerenza, le raccomandazioni e suggerimenti del Consiglio di Stato, e che in aggiunta si è dato ancor maggior peso al coinvolgimento specifico dell'Autorità Nazionale Anti Corruzione (ANAC).

Se Raffaele Cantone dell'ANAC dovrà essere il 'salvatore della Patria' che si dovrà interessare di correggere tutto l'andamento governativo (atti successivi di attuazione, Linee guida, ecc.) siamo proprio di fronte ad uno svuotamento degli organi istituzionali.

Ora, con le osservazioni apportate dalle Commissioni parlamentari, che in pratica modificano in più parti il testo approvato dal Consiglio dei ministri il 3 marzo scorso, il nuovo Codice - rivisto e corretto - e rimandato al Governo, dovrà avere gli ultimi aggiustamenti (si spera) e quindi attendere l’approvazione definitiva prevista per il prossimo 18 aprile.

Ma come sempre, la domanda sorge spontanea: se addirittura le Commissioni parlamentari hanno trovato tante importanti dissonanze nella Bozza del Governo, come mai gli estensori del Decreto Legislativo, i vari ministri cointeressati e quindi tutto il Consiglio, non si sono accorti di approvare un provvedimento così sbagliato?

Alessandra Agrimoni

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