"La Riforma del catasto non può rispondere a criteri di equità se non si prevedono sconti sulle rendite catastali laddove si sia proceduto alla messa in sicurezza sismica e ad interventi finalizzati al risparmio energetico. Affinchè si inauguri una nuova fase nelle politiche che riguardano la casa e le città serve che anche le politiche fiscali siano mirate, ad esempio con incentivi e sgravi, alla rigenerazione urbana sostenibile".

Dopo l'avvio ufficiale della riforma del catasto con la recente approvazione delle nuove Commissioni censuarie, il Consiglio Nazionale degli Architetti (CNAPPC) si è così espresso per insistere verso nuove politiche operative sulla casa.

"Per non ridursi ad una mera operazione contabile - prosegue - la Riforma deve tenere conto dello stato reale del patrimonio edilizio italiano che, come è noto, versa in pessime condizioni: oltre il 70% del totale degli edifici è stato realizzato prima delle norme antisismiche; oltre un quarto degli 11 milioni di edifici italiani, divoratori di energia, sono in stato di conservazione mediocre o pessimo e si avvia rapidamente a fine vita; il 55% degli edifici italiani ha oltre 40 anni di vita".

"Dovrebbe anche essere l'occasione - conclude - per introdurre l'obbligatorietà del Libretto del Fabbricato, che - come più volte hanno ribadito gli architetti italiani - rappresenta lo strumento ideale per valutare la relazione tra il valore dell'unità immobiliare secondo i parametri del catasto e la realtà della condizione dell'immobile".

Comunicato stampa Cnappc

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