Nella seduta di martedì 30 maggio, dopo un lungo dibattito, il Consiglio regionale ha approvato, con 16 voti favorevoli (maggioranza di centrodestra) e 13 contrari (Pd, Movimento 5Stelle, Rete a Sinistra & liberaMENTE Liguria), il disegno di legge 150 con i nuovi criteri per l'assegnazione e la gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.
Le modifiche introdotte per l'assegnazione degli alloggi di edilizia popolare, secondo l'intento del legislatore, tengono conto del mutamento sociale di questi ultimi anni e dell'insorgere di nuove povertà.

In particolare, pur continuando a garantire una riserva del 50% degli alloggi a nuclei familiari che si trovano al di sotto della soglia di povertà assoluta, in virtù del bassissimo reddito Isee, si fa un ulteriore passo in avanti individuando realtà sociali a cui assegnare gli alloggi disponibili: anziani ultrasessantacinquenni, nuclei familiari con soggetti disabili, nuclei con malati terminali, giovani coppie di età non superiore ai 40 anni con figli, appartenenti alle Forze dell’ordine, nuclei familiari soggetti a procedure esecutive di rilascio, genitori separati o divorziati, persone sole con minori.

Può ottenere l'alloggio anche un coniuge, legalmente separato o divorziato e proprietario di un'abitazione ma che, a seguito di decisione giudiziale, non ha più la disponibilità della casa. I nuovi criteri di assegnazione privilegiano, comunque, il concetto della radicalizzazione sul territorio regionale dei richiedenti. In particolare è richiesto per gli stranieri il soggiorno regolare decennale sul territorio nazionale e per tutti la residenza quinquennale anagraficamente accertata o l'attività lavorativa nel bacino di utenza del Comune che emana il bando.

È stata, inoltre, inserita la temporaneità del rapporto di assegnazione dell'alloggio pubblico, fissata ad otto anni. Alla scadenza, la verifica della regolarità della posizione dell'assegnatario determina la possibilità di rinnovo per uguale periodo dell'atto convenzionale.

Il nuovo regime è da subito operativo per i nuovi contratti, mentre per quelli già in essere opererà dal 1° settembre 2019. Si prevede la vendita di immobili di pregio o inseriti in contesti di pregio, compresi nel patrimonio Erp, ma inutilizzati. Il ricavato dovrà essere utilizzato in programmi di costruzione, acquisto o recupero di alloggi pubblici, al fine di ampliare l'offerta a canone sociale.

L'Assemblea legislativa ha inoltre approvato all'unanimità un ordine del giorno, sottoscritto da tutti i gruppi, con proposte da inserire nei criteri di assegnazione e gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica dopo l'approvazione del disegno di legge 150.

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