La Conferenza delle Regioni e delle province autonome, nella riunione dell’11 febbraio scorso, ha approvato un documento che contiene una "Proposta di revisione delle soglie per l’individuazione dei Comuni ad alta tensione abitativa (ATA)".
La posizione della Conferenza è stata poi trasmessa dal Segretario generale Marcello Mochi Onori, al Direttore per la condizione abitativa del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maria Pia Pallavicini.

La obsolescenza dell’elenco dei Comuni definiti ad alta tensione abitativa (approvato dal CIPE con deliberazione n. 87/2003) aveva portato alla necessità di una revisione dell’elenco, già più volte richiamata dalle varie regioni. Cosicché una lettura ragionata della normativa di riferimento e delle precedenti delibere CIPE, oltre ad una evidente opportunità per le Regioni di intraprendere autonomamente strade propositive, hanno supportato la necessità di sviluppare ipotesi di modifica da proporre alle Autorità centrali.

Tale strategia è stata ritenuta percorribile con la consapevolezza che i soggetti coinvolti (tutti, a partire dalle stesse regioni) possono essere portatori di interessi divergenti; essa tuttavia rappresenta una sfida da raccogliere per raccordare la norma vigente con la realtà sociale ed economica del Paese.

Un gruppo di lavoro specifico tra tecnici del settore casa ha vagliato 'nuovi indicatori di disagio abitativo idonei a cogliere le trasformazioni socio-demografiche ed economiche per aggiornare la soglia di popolazione interessata' valutando sostanzialmente più alternative.

L'alternativa scelta è stata quella di integrare il dato di partenza della metodologia 2002 attraverso la costruzione di un indicatore di disagio abitativo ottenuto dalla sintesi di nuove variabili statistiche che tenesse conto delle differenti realtà regionali.

E’ stata quindi calcolata la nuova soglia (soglia base) assumendo come riferimento la popolazione al 2013 (ultimo dato Istat disponibile) con il criterio della concentrazione demografica. Il risultato in termini complessivi ha portato ad un aumento della popolazione del 5,8% (1.829.039 abitanti) ma anche un decremento di popolazione ATA per Liguria, FVG, Calabria e Basilicata.
La soglia base così calcolata è stata incrementata con un quota di popolazione quantificata attraverso un indice di disagio abitativo.

Dopo ricerche e simulazioni di risultato, per la costruzione dell’indice sono state infine prese in considerazione quattro variabili: la percentuale di incidenza della povertà relativa familiare; il rapporto sfratti su famiglie residenti in regione; il rapporto famiglie in affitto su famiglie residenti; il rapporto popolazione straniera su popolazione residente.

Fonte: www.regioni.it

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