Nuove norme Legge Finanziaria 2008Continua da anni lo sconcerto di chi si avventura nella lettura delle leggi finanziarie dei nostri Governi.

Ed è proprio assurdo il modo con cui è stata predisposta la legge 24.12.2007 n. 244 (Finanziaria 2008) pubblicata sulla GU del 28.12.2007 n. 300 - S.O. n. 285.

Sono ben 881 commi divisi in soli tre articoli.

Ciò significa non trovare evidenziate le norme di nostro interesse e quindi dover spulciare tutti i singoli commi per poter estrarre le novità fiscali che ci riguardano.

Non è che siano tantissime le innovazioni della legge che possono maggiormente interessare il lavoro dei professionisti, però alcune disposizioni legislative finalmente rispondono ad esigenze reali.

E senza entrare nel merito delle solite proroghe del 55% alle "Ristrutturazioni edilizie", o alle spese ammissibili per la "Riqualificazione energetica", nonchè ad alcune novità circa la "Edilizia residenziale sociale", gli "Incarichi pubblici di consulenza" ed i "Processi di mobilità alternativa nei centri storici" (sparsi tra i vari commi su citati) è bene soffermarsi su due punti di ulteriore interesse:
- La modifica al codice degli e l'introduzione dei contribuenti minimi fino a 30.000 euro.

Per il primo argomento forse non si tratta di una vera e propria novità, visto che ormai da anni il legislatore non fa altro che aumentare a dismisura le responsabilità dei professionisti attribuendone mansioni e compiti molto spesso non dovuti.

Infatti il comma 23 dell'art. 2 della Legge finanziaria 2008 inserisce il comma 15bis nell'art. 240 del D.Lgs. 163/2006 del Codice degli appalti che tratta dell'accordo bonario.

Ed il nuovo comma 15bis stabilisce che, se non sono rispettati i termini di cui ai commi 5 e 13, il responsabile del procedimento risponde sul piano disciplinare e in termini di danno erariale, mentre i membri della commissione perdono diritto al compenso.

Ben più attuale, e forse anche atteso da molti, risulta invece il secondo argomento.
Infatti gli autonomi e i liberi professionisti che hanno conseguito ricavi o percepito compensi non superiori a 30.000 euro in un anno, pagano una aliquota fissa del 20% sul reddito netto (differenza tra ricavi e spese) come unica tassa, con l'esenzione da Iva e IRAP e non sono sottoposti agli studi di settore (art. 1 commi da 96 a 117).

Arch. Lorenzo Margiotta
Vuoi restare aggiornato su questo argomento? Lascia la tua email e registrati con un click.
Questo sito utilizza i cookies. Continuando la navigazione l'utente acconsente al loro utilizzo in conformità con i Termini sulla privacy.                   [
Non mostrare più
]
Accedi o registrati gratis in un click
Email:
Password:
Password dimenticata?