Quello delle tariffe è un tema su cui si è già parlato moltissimo e forse anche troppo. Il decreto legge sulle liberalizzazioni (DL 1/2012 del Governo Monti) aveva attuato immediatamente l'abolizione delle tariffe professionali, fenomeno già abbondantemente consolidato nell'orizzonte delle professioni.
Poi si è affrontato il problema della ufficializzazione della parcella prima dell'affidamento dell'incarico. Si è parlato e riparlato di notule da presentare prioritariamente agli eventuali clienti in forma verbale o scritta.

Nuova Riforma e tariffe professionali"Abbiamo cercato di coniugare due concetti, la rimozione degli ostacoli alla libera concorrenza e il miglioramento della qualità delle prestazioni professionali". Così si esprimeva a gennaio il ministro della Giustizia Paola Severino.

La stessa Severino aveva detto che, il giorno dopo il giuramento da ministro, si era cancellata dall’albo, subito suscitando il sospetto di puntare nel futuro ad altre cariche, a partire dalla Corte costituzionale.
Del resto il suo ricco percorso accademico e prestigioso curriculum vitae lo permetterebbe, anche pensando ai circa 7 milioni di euro di reddito dichiarati nel 2010.
Figuriamoci se si debba preoccupare della situazione precaria di molti professionisti in questi anni di crisi.
E non è certamente il libero ingresso dei soci di capitali negli studi tecnici a risolvere i problema delle tariffe o ancor di più dei mancati pagamenti delle parcelle.

Dalle affermazioni di qualche giorno fa, poi, il ministro della Giustizia Paola Severino, aveva confermato l’intenzione del Governo di esercitare la delega sulla riforma delle professioni, anche per scongiurare il rischio che le norme in vigore sugli ordinamenti professionali siano abrogate in ogni caso dalla data del 13 agosto 2012.

Ora è pronto il regolamento che definisce i nuovi corrispettivi dovuti ai professionisti per la loro attività in sostituzione delle tariffe minime abrogate dal DL 1/2012 sulle liberalizzazioni. Paola Severino ha mandato al Consiglio di Stato uno schema di decreto in 42 articoli che prevede alcune disposizioni generali e quattro capi specifici per avvocati, commercialisti, notai e professioni tecniche.

Per le tariffe professionali degli avvocati rispuntano, infatti, anche le tariffe che cambieranno solo nome: i minimi abrogati, potrebbero tornare a essere impiegati ma si chiameranno parametri.
Gli avvocati (ma solo loro?) potranno redigere il preventivo da presentare al cliente, in vista di un accordo sulla prestazione, utilizzando i parametri che in pratica saranno utilizzati come i vecchi "minimi inderogabili" per la liquidazione della parcella.

I nuovi parametri definiti dal regolamento, inoltre, serviranno sì per la "liquidazione da parte di un organo giurisdizionale dei compensi delle attività professionali", ma serviranno anche ai responsabili unici del procedimento (Rup) per determinare l'importo a base d'asta nelle gare che hanno a oggetto prestazioni professionali tecniche come progettazione, direzione lavori, verifiche e collaudi.
Anzi il novello decreto legge sviluppo, approvato la scorsa settimana dal Governo ma ancora in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, impone già al Rup di determinare la base d'asta facendo ricorso solo ai parametri fissati dall'attuale bozza di Regolamento per la determinazione della liquidazione dei compensi professionali.

Purtroppo c'è da evidenziare che nei parametri delle "Disposizioni concernenti le professioni dell'area tecnica" (che si applicano ad architetti, ingegneri, agrotecnici, geometri, agronomi, periti, ecc.) sono stati esclusi, ai fini della determinazione del corrispettivo, le spese sostenute e l'impegno profuso anche in termini di tempo impiegato.
Inoltre la bozza di Regolamento, così come già evidenziato anche dal Consiglio Nazionale degli Architetti, prevede già una enorme possibilità discrezionale che forse vanificherà la stessa attuazione. Basti pensare che "l'organo giurisdizionale potrà aumentare o diminuire il compenso di regola fino al 60 per cento".
Non sono queste certamente le azioni che si aspettano da un Governo cosiddetto tecnico.

Arch. Lorenzo Margiotta
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