Note al Decreto Legislativo 81 08

Una selva di sanzioni, alcune anche vessatorie e forse poco applicabili, sono state previste dal nuovo D. Lgs. n.81/08 sulla scia di una frettolosa emanazione a seguito delle numerosi morti sul lavoro, ma ancor di più per il semplice motivo di rispettare la semplice agenda politica ed i tempi fissati dalla legge delega n.123/07.

Il nuovo Decreto prevede un apparato complesso composto di sanzioni penali, di tipo contravvenzionale e di tipo amministrativo, che ci riporta indietro nel tempo.

Nonostante si sia negli ultimi anni ripetutamente avvertita l'esigenza di inculcare una sincera ed approfondita mentalità e cultura della sicurezza da contrapporre alle varie soluzioni di rischio sul lavoro, con il decreto 81/08 si torna indietro -ricalcando la solita mentalità repressiva di alcuni pensatori (politici)- con la previsione semplicistica del solo inasprimento delle pene.

Si torna ad una vecchia ed obsoleta mentalità che colpendo duramente si ottiene.

Infatti, posto che la mancata applicazione della norma di prevenzione, al di là dell’applicazione della sanzione, costituisce una condizione di potenziale pericolo per i lavoratori, sarebbe stato importante valorizzare l’istituto della prescrizione previsto dall’art. 20 del D.L.vo n. 758/94 anzicchè andare nella direzione opposta.

Il nuovo decreto prevede ipotesi contravvenzionali punite in via esclusiva con l’arresto, e per le quali l’articolo 302 contiene una norma facoltativa secondo la quale il giudice applica, in luogo dell’arresto, la pena dell’ammenda, in misura comunque non inferiore a 8.000 euro e non superiore a 24.000 euro, se entro la conclusione del giudizio di primo grado, risultano eliminate tutte le irregolarità, le fonti di rischio e le eventuali conseguenze dannose del reato.

Viene così abbandonata totalmente la procedura della cosiddetta "prescrizione", e quindi l’organo di vigilanza, nel caso in cui accerti reati che rientrino in tali ipotesi, ha il solo obbligo di trasmettere all’Autorità giudiziaria la notizia di reato, senza alcun obbligo giuridico di informare il contravventore, fatta salva la possibilità di impartire diffida (art. 9 DPR n. 520/55), ricordando, peraltro, che la diffida è un atto amministrativo e facoltativo.

Inoltre, anche per quanto riguarda la graduazione delle sanzioni in relazione alla gravità del comportamento antigiuridico, non si può che osservare con delusione che il D.L.vo n. 81/08 non pare assicurare un’equa distribuzione.


Ad esempio, la mancata affissione di un solo cartello di pericolo in violazione all’art. 163 del D.L.vo n. 81/08 viene punita con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.000 Euro a 10.000 Euro (applicando il D.L.vo n. 758/94 il contravventore che ottempera alla prescrizione verrà ammesso a pagare 2.500 Euro).


Viceversa, gli obblighi del datore di lavoro previsti dall’art. 77 in relazione ai DPI non sono sanzionati. Solo indirettamente il datore di lavoro che non fornisca ai lavoratori i necessari e idonei dispositivi di protezione individuale sarà sanzionato con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.000 a 5.000 Euro (applicando il D.L.vo n. 758/94 1.250 Euro).

Ci Si aspettava molto ma molto di più, e meglio.

Arch. lorenzo Margiotta

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