Corrado Passera, ministro dello Sviluppo economico, ha risposto ad alcune domande di giornalisti in Calabria (ennesima inaugurazione di pochissimi chilometri dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria) sul fallimento dell'operazione "Ponte".

No al Ponte sullo Stretto di Messina"Secondo me è stato un errore. Il governo Monti aveva trovato il modo per dare una chance per quest’opera di trovare una sua sostenibilità nel tempo e non è stata colta questa possibilità". Con queste parole il ministro giustifica il governo e rimbalza la "palla".

Dopo la ulteriore proroga di 4 mesi, infatti, e il decreto legge dell'ex Governo tecnico poi passato in Legge, che fissava le condizioni per poter continuare con il progetto del Ponte sullo Stretto riformulando l'accordo con il contraente generale, non è stata rispettata la scadenza del primo marzo, e di conseguenza l'Italia si ritrova con un contratto decaduto.

Secondo Passera, quindi, la colpa è di chi non ha saputo cogliere la possibilità offerta dal governo, ma intanto -in teoria- lo Stato potrebbe essere costretto al salasso delle penali, oppure potrebbe puntare a un accordo diverso con un pagamento inferiore. Si tratterebbe, in ogni caso, del fallimento del progetto.

Il 2 marzo scorso, infatti, il Consiglio di Amministrazione della società Stretto di Messina, dopo aver preso atto della relazione presentata dall'Amministratore Delegato, Pietro Ciucci, sulla mancata sottoscrizione da parte del Contraente Generale Eurolink, entro il previsto termine del primo marzo 2013, dell'ultimo testo di eventuale Atto aggiuntivo che avrebbe permesso la continuazione dell'iter "Ponte", ne ha data comunicazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed ai competenti Ministeri ai sensi della legge 221 del 17 dicembre 2012.

E intanto Ciucci continua a esternare auspici affinché "il grande lavoro fatto non vada sprecato perché già oggi si dice che molti ponti che vengono realizzati nel mondo sono Messina style. E’ un peccato che il ponte vero, il prototipo punto di riferimento non venga realizzato".

Per molti cittadini, invece, il totale fallimento del progetto Ponte dimostra definitivamente che era un'opera dal costo spropositato, che non avrebbe garantito alcun miglioramento nel sistema dei trasporti a fronte di un colossale spreco di risorse, senza considerare l'elevatissimo rischio tecnico nel realizzare un'infrastruttura azzardata (non sono mai stati sciolti infatti i dubbi già rilevati dalla commissione di Valutazione impatto ambientale) in un area sismica.

Ing. Enzo Ritto
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