La Fondazione Architetti e Ingegneri liberi professionisti iscritti Inarcassa esprime forte disappunto in merito alla proposta di creare una nuova “Centrale per la progettazione delle opere pubbliche” così come previsto dall’art. 17 del disegno di legge di bilancio.

Egidio Comodo, presidente della Fondazione: “Siamo sorpresi e sconcertati nel leggere della costituzione di un nuovo organismo statale, che soffoca di fatto il lavoro dei nostri tecnici.
In un periodo in cui i liberi professionisti stanno coraggiosamente lottando per affrontare e superare la crisi del settore dei lavori pubblici accentrare tutti i compiti inerenti alla progettazione di un’opera pubblica in un soggetto creato dal nulla è una vera e propria retromarcia.
Quello che ci auspichiamo invece è che la centrale per la progettazione delle opere pubbliche possa svolgere un ruolo di supervisione, controllo e coordinamento tra le stazioni appaltanti: un organismo centrale infatti, rischia seriamente di impoverire la funzione degli enti locali nella fase progettuale delle opere e favorire la fuga dei professionisti, soprattutto dalle piccole province.
Una netta distinzione tra controllori e controllati è fondamentale soprattutto alla luce dei falliti tentativi del passato volti a introdurre strutture centrali del tutto inefficaci.
Riproporre un modello del genere, oltre a non avere eguali in Europa, appare anacronistico e irrispettoso per la funzione e il ruolo sociale che il lavoro dei liberi professionisti riveste”.

Se la posizione di Fondazione Inarcassa sulla Centrale per la progettazione delle opere pubblica è contraria, apprezzamento viene espresso per altre misure contenute nella manovra e annunciate dal Governo tra cui l’estensione del regime forfettario, la flat tax, l’ampliamento delle agevolazioni “resto al sud” anche ai liberi professionisti, il fondo enti territoriali destinato anche alla prevenzione del rischio sismico e la riforma del codice degli appalti.

Egidio Comodo, presidente della Fondazione: “Si tratta di disposizioni in parte contenute nel disegno di legge di bilancio, in parte annunciate dal Governo e destinate, a quanto pare, ad essere inserite nei prossimi provvedimenti. Per quest’ultime mi riferisco in particolare alla riforma del codice dei contratti pubblici in merito al quale il Premier, Giuseppe Conte, ha rassicurato sulle intenzioni del Governo.
Auspichiamo che l’impegno delle istituzioni a rivedere il codice possa presto portare alla semplificazione e allo snellimento delle procedure che tanto ci stanno rallentando negli ultimi anni e far ripartire un settore fondamentale per la crescita del nostro Paese”.

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