Per gli ingegneri italiani il BIM è un punto di partenza e non di arrivo, sebbene il nuovo Codice degli Appalti italiano sia il primo documento normativo che in Europa inserisce il BIM come strumento già utilizzabile in fase operativa.

Per Pietro Baratono infatti, membro del BIM TASK GROUP Europeo, l’introduzione del BIM cambierà soltanto la parte di gestione degli appalti.

Per Ilaria Lagazio di Autodesk, invece, il BIM avrà un "impatto anche sul piano etico delle responsabilità, perché consente già una progettazione più trasparente e quindi valorizzante per la professione".

Che il cambiamento sia necessario è d’accordo anche Baratono, perché c’è un problema di produttività nel settore delle costruzioni. "Solo attraverso la digitalizzazione si potrà avviare un cambiamento, che come altri progetti realizzati in ambito internazionale, è dimostrato porterà risultati concreti. E questo è il momento giusto, perché è possibile creare oggi una riconfigurazione del settore delle costruzioni, a cominciare proprio dalle stazioni appaltanti. "

Ma il problema della produttività nel settore delle costruzioni non potrà essere risolto con l'uso più o meno appropriato del BIM, perché la digitalizzazione riguarda anche prototipazione e stampa 3D, così come ampiamente illustrato al Congresso da Amleto Picerno Ceraso del FABLAB Città della Scienza.

E senza dimenticare che il BIM è uno strumento molto utile, per Ceraso risulta urgente "migliorare la capacità delle professioni tecniche di presidiare parole chiave come innovazione e creatività, per evitare che questi termini possano svuotarsi del loro significato più intrinseco. E per farlo è necessario alimentare la conoscenza, ragionare quindi più in termini di debito formativo, come stimolo allo studio e all’aggiornamento, che di crediti formativi."

Al Congresso Nazionale degli Ingegneri, quindi, si è parlato di un cambiamento epocale, dove ricongiunzione dei saperi, curiosità e collaborazione trasversale saranno gli stimoli principali per attuare una vera innovazione con l'ausilio della digitalizzazione.
Ma il Governo doveva fare la sua parte, imponendo alle stazioni appaltanti l'obbligo di una piena digitalizzazione delle procedure, mentre come al solito il tutto appare ancora una volta differito e depotenziato, visto che l'obbligo è stato rinviato forse "entro un anno dalla data di entrata in vigore del nuovo codice".

Alessandra Agrimoni

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