All'incontro organizzato con i rappresentanti delle Regioni del Mezzogiorno all'Europarlamento, il vicepresidente della Commissione Ue per la crescita, Jyrki Katainen, ha dichiarato che l'Italia "è di gran lunga leader" tra i beneficiari del Piano Juncker, seguita dalla Francia, e poi da Gran Bretagna, Germania e Spagna, e infine Belgio, Olanda e Polonia.

Katainen ha insistito, alle Regioni presenti (Abruzzo, Sicilia, Campania, Basilicata, Puglia e Calabria), sull'importanza di rivolgersi all'advisory hub per ricevere assistenza sulla scelta e la preparazione dei progetti da sottoporre per il finanziamento tramite l'Efsi (European Fund for Strategic Investments).

Ma per il commissario europeo alle Politiche regionali, Corina Cretu, nel corso della conferenza sull'uso dei fondi comunitari, "Le regioni del sud Italia devono sbrigarsi a utilizzare le risorse comunitarie messe a disposizione attraverso i fondi strutturali. Ci sono soldi non utilizzati ancora risalenti al ciclo di programmazione finanziaria 2007-2013, e vanno accelerate le procedure per gli stanziamenti per il bilancio settennale 2014-2020".

Da una parte, va evitato "il rischio di disimpegno" delle risorse non utilizzate tra quelle messe a disposizione fino al 2013, dall'altra – ha ribadito Cretu - "c'è la necessità di velocizzare le procedure per l'apertura di bandi e la presentazione dei progetti" per le opere da realizzare da qui al 2020.

Per la Commissione Europea, che con la riunione del 1° giugno del collegio dei commissari ha preso atto dell'andamento del piano Junker, l'Efsi è "sulla buona strada" per mobilitare almeno 315 mld di euro in "investimenti nell'economia reale" entro metà 2018.

Il maggiore beneficiario del piano Juncker – ha ribadito - è stata l'Italia, che conta quasi un terzo (44.840) delle piccole e medie imprese finanziate: ci sono 28 accordi approvate con banche, che fanno da intermediarie, per 353 mln, che si prevede inneschino 7,8 mld di investimenti.

Il piano in Italia ne finanzia otto progetti in infrastrutture e innovazione, (tra i quali la modernizzazione delle acciaierie Arvedi, l'acquisto di materiale rotabile di Trenitalia per le reti regionali di Lazio, Liguria, Veneto, Piemonte e Toscana, entrambi già firmati), che ammontano a 1,4 mld di finanziamenti erogati dalla Banca Europea per gli Investimenti, che si prevede innescheranno 4,9 mld in investimenti, con la creazione di 3.200 posti di lavoro.

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