Una struttura qualificata per un’azione snella e tempestiva, in grado di facilitare una progressiva semplificazione degli adempimenti e delle procedure e una riduzione del contenzioso: è questo l’identikit della Stazione Unica Appaltante, il cui ambito di operatività può essere regionale, provinciale e interprovinciale, comunale e intercomunale.

Nasce la Stazione Unica AppaltanteLa stazione unica appaltante è prevista dall’art.13 della legge 136/2010 (Piano straordinario contro le mafie) al fine di assicurare la trasparenza, la regolarità e l'economicità della gestione dei contratti pubblici e prevenire il rischio di infiltrazioni mafiose.

L’adesione degli Enti alla stazione unica appaltante è facoltativa in quanto basata sul presupposto che, affinché lo strumento possa essere veramente utile e funzionale, occorre che vi sia una spontanea e convinta adesione da parte dell’Amministrazione interessata, basata sulla consapevolezza dei vantaggi che l’affidamento delle procedure di gara ad una struttura specializzata comporta.

La legge rimandava ad un decreto del presidente del consiglio dei ministri l’individuazione delle modalità per promuovere l'istituzione, in ambito regionale, di una o più stazioni uniche appaltanti (SUA). Il decreto del presidente del consiglio dei ministri del 30 giugno scorso che regolamenta la stazione appaltante è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 29 agosto 2011.

Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri individua i soggetti che possono aderire a tale organo.

Per incentivarne l’istituzione presso le prefetture, il ministro dell’interno, Roberto Maroni, ha inviato il 5 ottobre scorso una circolare ai prefetti elencando i vantaggi che possono scaturire dal ricorso alla SUA:
1. ottimizzazione delle risorse attraverso l’adozione di un modello di gestione delle gare pubbliche;
2. risparmio attraverso la concentrazione in una struttura specializzata degli adempimenti che normalmente vengono curati da una pluralità di stazioni appaltanti;
3. immediata utilità soprattutto, ma non solo, per gli enti locali di piccole dimensioni, spesso chiamati a confrontarsi con la complessità delle procedure di gara, potendo contare su una struttura amministrativa inevitabilmente limitata;
4. rinforzo all’attività di prevenzione delle infiltrazioni criminali negli appalti pubblici attraverso la concentrazione delle procedure di gara in un organismo a ciò destinato, mentre attualmente viene condotta su una pluralità di stazioni appaltanti.

Al fine di incentivare la sua realizzazione, con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 30 giugno u.s. vengono individuate le attività e i servizi che la Stazione Unica Appaltante può svolgere, indicati gli elementi essenziali delle convenzioni da stipulare tra l’ente aderente e la stessa, definite le forme di monitoraggio e la collaborazione tra le Pubbliche Amministrazioni coinvolte.

Sul piano operativo, il compito delle SUA è quello di curare la procedura di gara nel suo complesso collaborando con l’ente aderente all’individuazione dei contenuti dello schema di contratto, curando gli adempimenti relativi alla procedura di gara per la scelta del contraente privato in tutte le sue fasi e cooperando con l’ente aderente ai fini della stipula del contratto. Tale organo è chiamato anche a curare gli adempimenti relativi all’eventuale contenzioso insorto in relazione alla procedura di affidamento.

Le convenzioni tra l’ente aderente e la Stazione Unica Appaltante dovranno prevedere le modalità della collaborazione tra la stessa e l’ente aderente, a partire dalla definizione degli ambiti di operatività in cui si esplica tale collaborazione, che possono essere determinati sulla base degli importi di gara dei contratti pubblici o di altri criteri.

Le convenzioni dovranno, inoltre, prevedere le modalità di rimborso dei costi sostenuti, la ripartizione degli oneri in ordine ai contenziosi in materia di affidamento e, al fine di agevolare la programmazione dell’attività, l’obbligo di comunicazione da parte dell’ente aderente dei contratti per i quali si prevede l’affidamento.

Sul piano del monitoraggio antimafia viene prevista la possibilità per il Prefetto di chiedere alla Stazione Unica Appaltante ogni informazione che possa essere utile a tal fine.

fonte: governo.it
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