Nasce il Libro unico del lavoroCon il Decreto del 9 luglio 2008 (previsto dall'articolo 39, comma 4 della manovra d'estate - decreto legge 112/08) il Ministro del Lavoro ha stabilito le modalità di tenuta e conservazione del Libro Unico del lavoro e la disciplina del relativo regime transitorio che scade al 31 dicembre 2008.

Con due note del 10 e del 19 settembre INAIL ha fornito precisazioni sulle modalità di tenuta e chiarimenti sul regime transitorio.

L'Istituto assistenziale ha ricordato che dal 18 agosto scorso, con l'entrata in vigore del libro unico, è stato abrogato il libro matricola, mentre, sino al periodo di paga relativo al mese di dicembre 2008 sarà possibile adempiere agli obblighi di registrazione direttamente sul libro paga, nelle sezioni paga e presenze.

Il Libro unico del lavoro nasce da una esigenza di semplificazione in materia di tenuta dei documenti di lavoro, assolvendo alla duplice funzione di documentare ad ogni lavoratore lo stato del proprio rapporto di lavoro ed agli organi di vigilanza lo stato occupazionale dell'impresa.

Va evidenziata l'importante novità riguardante i limiti temporali delle registrazioni obbligatorie sul Libro unico del lavoro, che debbono avvenire entro il giorno 16 del mese successivo a quello di riferimento (non più giornalmente come precedentemente previsto per il preesistente libro paga), termine entro il quale il datore di lavoro o il professionista stampa il cedolino paga.

In via transitoria, a decorrere dal 18 agosto 2008 e fino al periodo di paga relativo al mese di dicembre 2008 e quindi fino al 16 gennaio 2009, i datori di lavoro possono adempiere agli obblighi di istituzione e tenuta del Libro unico del lavoro attraverso la corretta e regolare tenuta del libro paga nelle due sezioni paga e presenze, secondo le disposizioni attuali.

Vengono completamente riscritte anche le regole di compilazione dei dati che riguardano il rapporto di lavoro.
sono tenuti ad istituire e tenere il libro unico i datori di lavoro del settore privato, con la sola esclusione del datore di lavoro domestico.

Nel libro unico transitano i lavoratori subordinati, i collaboratori coordinati e continuativi e gli associati in partecipazione con apporto avorativo.
Si supera, quindi, la vecchia logica di iscrivere nei libri obbligatori, ad esempio, i soci di società o familiari del titolare dell’impresa.

I dati che il libro unico richiede sono gli stessi già contenuti in un normale cedolino paga; oltre a quelli anagrafici, vanno indicate le somme in danaro o in natura corrisposte o gestite dal datore di lavoro, e le relative trattenute.
La norma prevede che siano distinte dalla normale retribuzione non solo le somme erogate a titolo di straordinario ma anche i premi.

Il nuovo registro – da conservare per cinque anni – va tenuto presso la sede legale del datore di lavoro e tempestivamente esibito (anche via mail o fax) in fase di accertamento.

In caso di attività mobili o itineranti che prevedono lo svolgimento di prestazioni in più luoghi di lavoro nella stessa giornata o la mobilità dei lavoratori sul territorio, il libro unico deve essere esibito entro il termine assegnato dagli organi di vigilanza.

Sul fronte delle sanzioni, la violazione dell’obbligo di istituzione del nuovo libro unico comporta l´applicazione della sanzione da 500 a 2.500 euro.
L´omessa esibizione agli organi di vigilanza, invece, è punita con la sanzione pecuniaria amministrativa da 200 a 2000 euro.

La mancata conservazione del libro unico, per almeno 5 anni dall’ultima registrazione, comporta la sanzione pecuniaria che va da 100 a 600 euro.

Non va dimenticato, inoltre, che il decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale conferma di fatto la necessità della vidimazione preventiva del nuovo libro unico del lavoro.

Arch. Lorenzo Margiotta
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