Presso la sala multimediale del Castello Svevo di Bari sarà presentato, lunedì 21 novembre 2011 alle ore 18,00, il catalogo della mostra 9 artisti per “Napoli milionaria”, promossa dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia e dalla Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Puglia.

Napoli milionariaIl catalogo della mostra, pubblicato da Claudio Grenzi Editore, contiene i testi di Fabrizio Vona, Lia De Venere, Ilia Binetti e Fulvia Rocco e le foto di tutte le opere in mostra.

La mostra, allestita nell’estate del 2010 nelle sale restaurate del piano nobile del Palazzo Ducale di Martina Franca, ornate da dipinti a tempera realizzati nel 1776 dal pittore martinese Domenico Carella, è stata  organizzata in concomitanza con la 36a edizione del Festival musicale della Valle d’Itria, con la collaborazione del Comune e del Centro artistico musicale Paolo Grassi di Martina Franca (TA).

Curata da Fabrizio Vona e Lia De Venere, la mostra ha riunito le opere di nove artisti italiani e stranieri – Ennio Bertrand, Bianco-Valente, Filippo Centenari, Brice Coniglio (Coniglioviolagroup), Raffaele Fiorella, Raffaela Mariniello, Ottonella Mocellin-Nicola Pellegrini, Anila Rubiku, Tarshito – che hanno tratto spunto da Napoli milionaria, opera lirica di Nino Rota, tratta dalla pièce teatrale di Eduardo De Filippo, scritta nel 1945.

Come è noto l'opera, il cui libretto si giova dell'adattamento dello stesso Eduardo, venne presentata nel 1977 al Festival dei Due Mondi con la regia del drammaturgo napoletano, ed è stata per la prima volta ripresa al Festival della Valle d'Itria  il 15 luglio 2010.

Il tema
Napoli e il secondo conflitto mondiale: su questo duplice scenario si snodano le vicende narrate in Napoli milionaria, uno dei lavori teatrali più riusciti e più noti di De Filippo, scritto a guerra non ancora finita.

Ed è tra questi due poli tematici che gli artisti coinvolti nella mostra si sono mossi, a volte indirizzando la propria attenzione sulla città, tra le più belle del mondo, ma oggi – come e più di allora – afflitta da piaghe secolari e, nonostante tutto, capace di esprimere la sua grande vitalità, in altri casi invitandoci – attraverso richiami più o meno diretti – a riflettere sull’orrore della guerra, della distruzione fisica e del degrado morale che ne sono inevitabili e tragiche conseguenze.
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