Un'assemblea sindacale aveva ritardato giorni fa, ancora una volta, l'apertura del Colosseo, del Foro Romano e Palatino, delle Terme di Diocleziano, Ostia Antica e altri siti archeologici importanti di Roma.

E la reazione di Dario Franceschini è stata immediata: "La misura è colma. Ora basta."

Già per la chiusura degli scavi di Pompei a fine luglio scorso, quando uno dei siti archeologici più visitati al mondo era finito sotto i riflettori per un’assemblea sindacale "a sorpresa" che aveva lasciato fuori duemila turisti sotto il sole, il ministro Franceschini - molto contrariato - aveva dichiarato che fu un "danno incalcolabile".

"Proprio nel momento in cui la tutela e la valorizzazione dei beni culturali sono tornate dopo anni al centro dell'azione di governo, proprio mentre i dati del turismo sono tornati straordinariamente positivi, proprio mentre Expo e Giubileo portano ancora di più l'attenzione del mondo sull'Italia, proprio mentre io sono come ministro impegnato nelle discussioni preparatorie per la legge di stabilità a cercare di portare più risorse per la cultura e per il personale del ministero, una nuova assemblea sindacale, questa volta al Colosseo a ai più importanti siti archeologici di Roma, fa restare turisti in fila davanti agli occhi di tutto il mondo".

Queste le forti parole di Franceschini, Ministro dei beni culturali, che ha subito pensato di proporre la trasformazione dei beni culturali in servizi pubblici essenziali, per portare anche i beni culturali sotto l'egida del Garante degli scioperi.
E per eliminare ulteriori danni al Paese, il ministro ha fatto subito approvare in Consiglio dei Ministri la modifica legislativa che consenta di inserire anche i Musei e i luoghi della cultura aperti al pubblico tra i servizi pubblici essenziali".

Era ora!
Finalmente la finiremo di far bruttissime figure di fronte agli occhi increduli delle migliaia di turisti stranieri indispettiti dall'ennesima disorganizzazione nazionale.

Arch. Maria Luisa Gottari

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