Con murales (dipinti realizzati su muri, pareti di edifici o altre grandi superfici) viene indicato ormai anche un genere di pittura, che è diventato celebre per il movimento artistico messicano noto come 'muralismo' (classica definizione di Wikipedia).

Questa pittura murale, che non va confusa con la decorazione murale, può essere realizzata con varie tecniche, come l'affresco, ma più frequentemente con smalti o vernici che si attaccano bene anche sul cemento.

In genere i soggetti dei murales sono spesso raffigurazioni allegoriche ispirate a motivi e ideali politici (quelli messicani degli anni Venti rappresentavano sentimenti nazionalisti e aspetti della storia del Messico) o a rappresentazione popolare di ispirazione locale.

Sono diventati famosi, infatti, i murales italiani di San Sperate e Orgosolo (in Sardegna) e quelli di Satriano di Lucania, un paese che porta dipinta sui muri la propria storia e che lo fa considerare la "capitale" dei murales del mezzogiorno.

Differente è parlare di graffitismo (cioè graffiti o anche graffiti writing), che è una varia manifestazione diffusa in tutto il pianeta, basata sì sull'espressione della propria creatività
nel disegnare immagini e firme sui muri urbani, ma che parte da un linguaggio grafico notevolmente complesso giocato, nella sua forma più ortodossa, sull'elaborazione della propria firma in gigantesche scritte dai colori vivaci.

Molto spesso, però, i writer non si limitano a colorare murature abbandonate, pareti o piloni cementizi; si divertono infatti ad imbrattare anche portoni, vetrine, bus, treni, fontane, edifici di interesse storico e artistico e tutto ciò che capita a tiro.
Questi fenomeni vengono considerati, quindi, atti di vandalismo e puniti secondo le leggi vigenti.

Alcuni studiosi hanno tentato di confrontare lo spazio urbano con lo spazio linguistico di queste manifestazioni, considerandoli effetto sociale, culturale ed anche artistico.
Nulla da eccepire sulla libertà di esprimere la propria creatività in tempi e occasioni che sono proprie dell'espressione artistica (perché offerta al godimento della collettività), ma in realtà, specialmente in questi ultimi tempi, si sta assistendo soltanto ad episodi di vero vandalismo.

Con ciò non si vuole colpevolizzare ed emettere giudizi affrettati, ma non si può tacere il fatto che spacciandosi per writer di graffiti, molti giovani si sono specializzati nel danneggiare le proprietà altrui addirittura con acidi corrosivi molto pericolosi o con forti punteruoli da incisione.
In questi ultimi casi i danni sono irreparabili (specialmente sulle pareti vetrate) e non si può certo parlare di "opera d'arte pubblica" o di lasciare "spazio linguistico" a persone che non rispettano la libertà altrui.

Sicuramente diverso appare il discorrere su iniziative, pubbliche o private, che lasciano libere apposite ampie pareti murarie a disposizione di chi vuole cimentarsi con estro e fantasia (basta qui ricordare i progetti municipali di molte città statunitensi).
Le foto seguenti ne dimostrano l'efficacia e la possibilità di convivere egregiamente con il fenomeno internazionale dei murales o dei graffiti.

Graziella Surico

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