E’ prevista dal nuovo Governo (tecnico?) la soppressione degli Ordini professionali se non riuscissero a riformarsi  entro il 13 agosto 2012. Sarebbero  state dunque smentite le affermazioni precedenti del nuovo Guardasigilli, Paola Severino, che avrebbe detto: "Nessun intervento sulle libere professioni".

Modifiche agli Ordini ProfessionaliDi origini campane, Paola Severino, avvocato penalista e consulente di società, banche e associazioni di categoria, nonché vicerettore dell'Università Luiss "Guido Carli", vanta un vasto curriculum ricco di cattedre di diritto penale pubbliche e private, oltre al primato di essere la prima donna Ministro della Giustizia nella storia della Repubblica italiana.

Una persona troppo esperta e intelligente per aver potuto sbilanciarsi così improvvidamente.  In realtà, infatti, aveva dichiarato: "Nessuno ha mai parlato di abolizione degli ordini professionali", sottolineando che "liberalizzare non vuole dire consentire a chiunque di svolgere la professione di avvocato, ma liberare gli ostacoli eccessivi all'esercizio delle professioni".
Ma aveva anche aggiunto; "Bisogna fare presto perché non è rinviando una riforma che si risolve il problema", che va invece affrontato alla radice per garantire libera concorrenza all'interno dei Paesi e tra i Paesi".

Ed è proprio quanto prevede una piccola norma, aggiunta forse all'ultimo momento, della manovra soprannominata “Salva Italia” presentata ufficialmente dal Consiglio dei Ministri.
Diventa quindi ormai indispensabile accelerare il processo di revisione di tutti gli Albi professionali, che attendono da anni una vera ed adeguata Riforma delle Professioni.

Pur tuttavia l'Unione delle Camere Penali ha lanciato ieri un “vivo allarme" per il contenuto dell’articolo 33 della manovra economica del Governo sull'ipotesi della soppressione degli Ordini professionali.  
In una nota dell'Ucpi, la "norma ghigliottina", così chiamata dai penalisti, che prevede la cancellazione degli Ordini in mancanza di una loro riforma entro il 13 agosto 2012, "deve essere modificata".

Va ricordato che con il provvedimento legislativo adottato questa estate (D.L. 138/2011, convertito nella Legge 148/2011) il precedente Governo aveva già provveduto a dettare le prime regole per la liberalizzazione delle professioni allo scopo di adeguare tempestivamente gli ordinamenti alla formazione continua, all’assicurazione obbligatoria e al tirocinio.
Nel maxiemendamento alla legge di stabilità, poi, era prevista anche la riforma delle professioni, entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge, con decreto del Presidente della Repubblica.

Ora, nella manovra approvata dal nuovo Consiglio dei ministri, si “minaccia” l'abolizione se entro il 13 agosto 2012 gli ordini non adegueranno i rispettivi ordinamenti all'eliminazione dei riferimenti alle tariffe minime, all'equo compenso dei tirocinanti, all'obbligo di formazione continua e alla polizza assicurativa.

La risposta non si è fatta attendere, e in una nota ufficiale -ovviamente- la Presidente del Comitato Unitario delle Professioni (CUP), Marina Calderone, ha chiesto al presidente del Consiglio Mario Monti di procedere con celerità alla riforma degli Ordini professionali senza però usare il cosiddetto colpo di spugna.
"Le modifiche da apportare sono praticamente pronte e sono state depositate da tempo al ministero della Giustizia", ha dichiarato Calderone nel comunicato ufficiale. "Da parte nostra c'è la massima disponibilità ad intervenire immediatamente sugli ordinamenti, per dare chiari segnali di rinnovamento che le professioni italiane richiedono da molto tempo. Unica nostra richiesta è che le innovazioni non minino le basi del sistema ordinistico, che ha un grande valore sociale e che è produttivo di sviluppo e di occupazione nel nostro Paese”.

Ing. Enzo Ritto
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