Modern Wing dell Art Institute di ChicagoSituata nella parte nord-orientale del museo e affacciata su Monroe Street e Columbus Drive, l'ultima megaimpresa di Renzo Piano è la nuova ala dell’Art Institute of Chicago, lo storico museo americano che aveva bisogno di altri spazi per mostre temporanee, per i reparti di architettura, design e fotografia, oltre ad un interior garden, una "sculpture terrace" all'aperto, un café ed un ristorante.

Con questo progetto del grande architetto genovese dall’indiscussa fama internazionale, l’istituto d’arte di Chicago è diventato il secondo più grande museo dedicato all’arte negli Stati Uniti, dopo il “Metropolitan Art Museum” di New York.

Renzo Piano è riuscito ancora una volta ad ottenere un’ottimale fusione tra modernità e passato, consentendo un ampliamento pari al 30% in più rispetto agli spazi originari.

L’attività progettuale di R. Piano è da sempre mirata all’uso di materiali e tecnologie all’avanguardia; infatti particolare attenzione è stata rivolta alla tematica della sostenibilità, confermata dall’ottenimento della targa d’argento della certificazione LEED, ed alla progettazione della doppia pelle esterna che consente l’isolamento dell’edificio proteggendo persone e opere dal rigido clima invernale di Chicago.

La sua figura professionale si rifà al cosiddetto razionalismo italiano e, secondo gli esperti, rappresenta un superamento dei canoni dello stile internazionale degli anni settanta e la realizzazione di nuove forme tecnologiche di architettura.

Il Modern Wing è una struttura delicata, disposta su tre piani con un tetto che è stato definito dallo stesso progettista un “tappeto volante”, un reticolato di lame modellate in alluminio: la sua particolarità è quella di filtrare i raggi del sole e, grazie a un sistema di oscuramento automatico, controllare l’ingresso della luce naturale all’interno trasformandola in luce diffusa.
Il tetto è in realtà una leggera tettoia, che però diventa egregiamente una copertura quasi sospesa che interagisce con un sistema di cellule fotovoltaiche ed è in grado di reagire alle più piccole variazioni della luminosità.

L’intervento progettuale ha anche previsto la realizzazione del Nichols Bridgeway, un ponte pedonale leggero e sottile in acciaio, una lunghezza di 190 metri per collegare il museo al Millenium Park.

Inoltre il nuovo intervento di Piano affida alla sua facciata di vetro l'onere di verticalizzare il panorama sullo skyline di Chicago.
Dalle ampie vetrate, infatti, Chicago entra prepotente con tutta la sua elegante verticalità: il Millennium Park al di là di Monroe Street su cui affaccia il museo (tale da sembrarne la continuazione) ed al centro il Jay Pritzker Pavillion per i concerti all’aperto realizzato da Frank Gehry con le sue volute metalliche, che è un contrasto perfetto alla struttura razionale di Piano.

Del resto il commento dello stesso Piano è stato: "Frank Gehry ha creato le condizioni acustiche per la musica, io quelle visive per l'arte".

Arch. Lorenzo Margiotta
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