Si terrà lunedì 9 ottobre dalle 16.30 alla Casa dell’architettura (Piazza Manfredo Fanti 47 - Roma) l’incontro “Michele Busiri Vici. Architetto e paesaggista 1894-1981.
La monografia è stata curata da Alessandra Muntoni e Maria Luisa Neri.
Apriranno i lavori Alessandro Ridolfi, presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma ed Eugenio Lo Sardo, Sovrintendente - Archivio centrale dello Stato.

Dopo l’introduzione dell’architetto Valentina Piscitelli, interverranno:
- Prof. Arch. Giorgio Ciucci, Dipartimento di Architettura, Università degli Studi Roma Tre,
- Prof. Arch. Anna Lisa Maniglio Calcagno, emerito di Architettura del paesaggio Università di Genova,
- Prof. Arch. Benedetto Todaro, Facoltà di Architettura, Sapienza Università di Roma,
- Prof. Arch. Vieri Quilici, Dipartimento di Architettura, Università degli Studi Roma Tre.

Dopo la proiezione del documento video dell’Istituto Luce, il giornalista del Corriere della Sera Paolo Conti, intervisterà Giancarlo Busiri Vici, già presidente Ordine Architetti di Roma e CNAPPC, Alessandra Muntoni, Facoltà di Architettura, Sapienza Università di Roma, Maria Luisa Neri, Scuola di Architettura e Design, Università degli Studi di Camerino.

Seguiranno il dibattito e le conclusioni.
La partecipazione all’evento riconosce n.2 CFP .
È obbligatoria la registrazione online su ordine.architettiroma.it

Michele Busiri Vici

Michele Busiri Vici (Roma 4 maggio 1894 – Roma 4 febbraio 1981) , si laureò « ingegnere architetto » presso la Scuola Superiore di ingegneria nel 1921 ed esercitò la libera professione fino al 1977 quando, volontariamente, si ritirò.
Una profonda e vitale vocazione progettuale certamente derivò sia a lui, come al fratello maggiore arch. Clemente, dall'appartenere ad una famiglia che dal 1600 si va tramandando la professione di architetto di padre in figlio e con personalità di grande rilievo: ricordiamo ad esempio l'arch. Andrea Busiri Vici (1743 1817) allievo del Vanvitelli e presidente dell'Accademia di S. Luca o, per il ramo di origine francese, Jean Alexandre Beausire, architetto della città di Parigi sotto Luigi XIV.

Michele Busiri Vici iniziò quindi la sua attività sotto la guida e nello studio del fratello Clemente, con il quale ebbe un'ampia collaborazione; insieme realizzarono i numerosi progetti per l'Avv. Gualino, illuminato mecenate e animatore del nascente dibattito razionalista: tra questi, di particolare importanza, il gruppo dei Castelli già Gualino di Sestri Levante (1926 1928) e la villa museo di Torino, mai completata per lo sfortunato epilogo di questo cenacolo di artisti interrotto dagli eventi politici successivi Nella Villa museo gli squarci delle finestre d'angolo, l'uso del cemento a faccia vista negli sfaccettati pilotis, i limpidi piani elicoidali per le comunicazioni verticali denunciano l'assimilazione del nuovo linguaggio architettonico.

Fra le realizzazioni degli anni '30, ormai non più con il fratello, ci piace citare l'eccezionale complesso di « Villa Attolico », circondata da uno splendido parco nei pressi di Porta Latina, in cui l'architetto dimostra di aver maturata la sua specifica vocazione di ricerca appassionata tesa ad ottenere identità fra architettura e natura e che l'avrebbe ben presto reso noto come « architetto paesaggista ». Ed infatti prese parte, con l'Arch. Piccinato, alla progettazione e alla sistemazione dei parchi e giardini dell'E'42, e fu poi incaricato nel dopoguerra della sistemazione del litorale di Sabaudia, degli scavi di Ostia antica, nonché del restauro del Castello di Torrimpietra.
Nel 1939, per l'Esposizione Universale di New York, progettò il Padiglione Italiano, che gli valse la cittadinanza onoraria di quella città.

Nell'ambito della sua lunga attività progettuale si occupò di numerosi temi edilizi: dall'edilizia scolastica, a quella per uffici, a quella chiesastica, agli arredamenti navali, come quello dei saloni della turbonave Raffaello, realizzato con la collaborazione del figlio Giancarlo, all'edilizia residenziale, da Roma ad Atene, dai litorali centro meridionali della penisola a quelli della Sardegna, fino alla sistemazione turistico urbanistica dell'isola di Mustique nel mare dei Caraibi.

La sua impostazione progettuale dette l'avvio, fin dagli anni cinquanta, ad una « nuova architettura mediterranea » sperimentata inizialmente negli interventi al Circeo, dove amò molto soggiornare e dove ebbe anche il suo studio, e successivamente ripresa, negli anni sessanta, nelle numerose realizzazioni, immerse nella splendida natura della Costa Smeralda, progettate ormai sempre in collaborazione con il figlio. Il suo impegno per la Costa Sarda si concretizzò anche con la partecipazione ad una equipe di architetti (Jacques Covelle, Luigi Vietti, Raymond Martin e Simon Mossa) promotori, dal 1961, di un progetto generale di urbanizzazione della Costa Smeralda e con la nomina a Membro del Comitato di Architettura del Consorzio Costa Smeralda. Comitato finalizzato al rispetto rigoroso delle norme di tutela ambientale e del relativo Regolamento Edilizio,

Fra le numerose cariche, qualifiche ed onorificenze ottenute, ricordiamo come egli sia stato: Cavaliere di Gran Croce al Merito della Repubblica; Accademico dell'Accademia nazionale del Disegno e della Pontificia Accademia dei Virtuosi al Pantheon, e inoltre: Membro « Emerito » dell'U.R.LA., Membro della Commissione Urbanistica del Comune di Roma, Membro della Giunta Esecutiva dell'Associazione Nazionale Ingegneri e Architetti Italiani e Membro effettivo dell'INU.

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