La Commissione europea Environment Agency (EEA) ha reso pubblico il report sul raggiungimento degli obiettivi della Direttiva UE "Efficienza energetica".

Meta efficienza energetica con cambiamento di comportamentoIl primo ottobre 2012, l'Unione europea ha adottato la Direttiva sull'efficienza energetica in reazione al fatto che gli Stati membri non erano sulla buona strada per ridurre il consumo di energia primaria del 20% entro il 2020.
L'attuazione della presente direttiva, e le altre politiche che sono state adottate in questi ultimi anni, richiede (secondo il presente Rapporto) un cambiamento nel comportamento stesso dei consumatori proprio nel consumo pratico di energia.

In questo contesto, il rapporto fornisce informazioni a coloro che sono coinvolti nella politica di progettazione e suggerisce misure ai consumatori finali per ridurre il consumo di energia.
Il rapporto infatti, tentando di valutare quanto le abitudini dei consumatori possano incidere sull'efficacia delle misure adottate per il risparmio energetico, sostiene che si debba intevenire con una serie di modifiche nel comportamento dei consumatori per far sì che gli stessi possano influire sui mercati energetici.

Il progresso tecnologico ha permesso significativi incrementi dell’efficienza nella conversione delle fonti fossili in energia, e i progressi scientifici hanno migliorato le diverse tecnologie infrastrutturali (linee di trasmissione dell’energia, linee ferroviarie e stradali, edifici), ma le tecnologie efficienti da sole non bastano a sfruttare tutto il potenziale di risparmio energetico disponibile.

Si deve quindi inevitabilmente sollecitare un comportamento consapevole dei cittadini verso un uso più razionale dell’energia, perchè questa sembra essere la più efficace azione di risparmio energetico nel tempo lungo.

L'analisi affrontata dal Rapporto punta anche sulla diversità di consumo nell'ambito domestico e in quello non residenziale. Le Famiglie, infatti, hanno una connessione più diretta tra la loro efficienza energetica (derivante da un comportamento migliore) e il costo di energia da pagare in bolletta.
Nel settore non domestico, invece, le iniziative sono normalmente delegate a un livello organizzativo o sub-organizzativo, e non vi è alcun collegamento diretto col personale dipendente.

Tutto ciò deve portare a un giusto equilibrio tra politiche di risparmio energetico e comportamento degli utenti finali se si vuole che gli obiettivi delle Direttive europee vengano finalmente raggiunti.

Arch. Maria Renova
Vuoi restare aggiornato su questo argomento? Lascia la tua email e registrati con un click.
Questo sito utilizza i cookies. Continuando la navigazione l'utente acconsente al loro utilizzo in conformità con i Termini sulla privacy.                   [
Non mostrare più
]
Accedi o registrati gratis in un click
Email:
Password:
Password dimenticata?