Con il 2013 e la prima parte del 2014, finisce una fase pesantissima per il settore delle costruzioni del nostro Paese, e comincia una nuova stagione, che dovrebbe consolidarsi nel 2015.

Ma il settore delle costruzioni con la crisi non ha solo ridotto le sue dimensioni, è profondamente cambiato. Si è riconfigurato. La ripresa non premierà tutti i modelli di offerta, tutti i segmenti di domanda e tutti i territori. Vi sono "lepri" in grado di cogliere meglio di altri i tentativi di rimbalzo che già oggi cominciano a registrare alcuni mercati immobiliari (sono 31 le città capoluogo che nel secondo trimestre del 2013 hanno registrato una crescita delle compravendite), o alcuni comuni in cui la produzione edilizia, anche nuova, sta tornando a crescere (e alcuni comuni rappresentano una vera sorpresa), o alcune tipologie di domanda (basti pensare alle provincie dove stanno crescendo le compravendite di immobili non residenziali), per non parlare del mercato della ristrutturazione incentivato dalle detrazioni fiscali o di alcune tipologie di prodotti e modelli di offerta che non sembrano avere risentito della crisi.

Sono "Lepri", "tartarughe" e "gamberi" che tornano ad essere figure di riferimento per gli attori della filiera delle costruzioni, modelli di comportamento che differenziano chi sa cosa fare e chi pensa che non sia cambiato nulla.

Il XXI Rapporto Congiunturale del CRESME è dedicato proprio a questo, a disegnare le nuove mappe della domanda che alimenta la ripresa; nuove mappe in grado di orientare tempi, strategie e modelli di offerta.
A Milano, il 21 novembre 2013 presso la Triennale di Milano, sarà presentato il nuovo Rapporto CRESME riportante i molteplici segnali che indicano come la crisi delle costruzioni abbia toccato il suo picco minimo.

Con il secondo semestre 2013, infatti, è iniziata una nuova fase, ricca di "tentativi di rimbalzo", che si concretizzerà nel 2014 e nel 2015 in una ripresa prima tiepida e poi più solida.
Ma se è certo che i segnali di inversione del ciclo sono molteplici, è altrettanto certo che la ripresa non sarà per tutti: e l’obiettivo del XXI Rapporto congiunturale e previsionale del CRESME è proprio quello di offrire al management delle costruzioni la mappa tipologica e territoriale della ripresa.

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