Nel più importante parco di Città del Messico, Chapultepec, sono stati recuperati 15.000 mq in termini di spazio pubblico dedicati alle vittime e ai desaparecidos della guerra al narcotraffico.

Si tratta del Memoriale delle vittime del Messico, realizzato su progetto di Gaeta-Springall Arquitectos, che vuole evidenziare al mondo il tema della violenza suggerita in due dimensioni : il vuoto e il costruito, il vuoto dei percorsi e degli spazi alberati contrapposto al costruito evidenziato da alti muri, perché la violenza è distruzione mentre l'architettura è la costruzione del sociale.

Lo spazio del memoriale, infatti, è contraddistinto dall'inserimento di 70 pareti in acciaio corten (i muri), con incise delle frasi che parlano di giustizia e che condannano la violenza.

L'acciaio inoltre si presenta in tre modi differenti: al naturale , arrugginito o lucido inossidabile, ciascuno dei quali con significati diversi.
L' acciaio arrugginito indica i segni e le cicatrici che il tempo fa nella nostra vita; l'acciaio inossidabile viene utilizzato come superficie riflettente (riflettere persone, acqua e alberi significa moltiplicare la vita); l'acciaio naturale è usato come elemento imperturbato che ci deve ricordare il principale ed essenziale valore della società, la pace.

Ma il progetto si caratterizza anche per un'apertura del sito verso la città: una forte relazione dei cittadini e il recupero dello spazio pubblico che si presenta quasi come una foresta, la forte presenza della natura (i tanti alberi) che si offre alla città.

Arch. Lorenzo Margiotta

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