In attesa della tradizionale conferenza stampa di fine anno del presidente del Consiglio Mario Monti, nulla trapelava dopo l’ultimo consiglio dei Ministri dell’anno, servito prevalentemente a coordinare la schiera dei ministri.
Il ministro per la Cooperazione internazionale e l'Integrazione, Andrea Riccardi, eludendo domande più puntuali dei giornalisti, aveva solo dichiarato: Una fase due? Credo che ci saranno anche una “fase tre”, “quattro” e “cinque”.

Mario Monti Governo fase dueSi era a conoscenza di un cambio di slogan: da "Salva Italia" a "manovra Cresci Italia", quasi a sottolineare la conferma che si era ancora in attesa di misure idonee alla crescita.
Infatti chiaro e deciso è stato il discorso del Premier: E' il tempo di pensare alla crescita e questa fase è in sintonia con l'esigenza di continuare il consolidamento dei conti pubblici. Non esiste consolidamento sostenibile dei conti pubblici se il famoso denominatore, disavanzo Pil-debito Pil, non cresce adeguatamente".

"Era doveroso da parte di questo governo attuare gli impegni presi dal Paese, attraverso il Governo Berlusconi, con l'Europa".
"Non potevamo rimettere in discussione quegli impegni".
"Il problema dei mercati è prima di tutto un problema di carattere europeo, cui deve essere data una risposta comune, solidale e convinta".

Queste alcune frasi di chiarimento, ma Monti ha anche aggiunto (durante la Conferenza stampa) che non c'è mai stata una fase uno e una fase due, "perché sono cambiate solo le concentrazioni di peso di una stessa misura" (e ciò diversamente da quanto diceva sinceramente Andrea Riccardi.
Quindi non ci sarà un'altra stangata. "La politica di crescita a cui stiamo lavorando -ha aggiunto Monti- è una politica che non fa molto uso di denaro pubblico anche perché c'è ne è poco, ma fa molto uso dell'equità come leva. Siamo convinti che l'operazione volta a liberare energie, liberalizzazioni e concorrenza, a stimolare il capitale umano attraverso l'università e la ricerca, e la riforma essenziale e delicata del mercato del lavoro, hanno sì una finalità di crescita, ma anche di equità".

"I tempi per i nuovi interventi saranno piuttosto veloci...non ci è dato lavorare con calma" ha sottolineato Mario Monti, senza anticipare alcun provvedimento.
Noi siamo sicuri che si dovrà intervenire su lavoro, liberalizzazioni, concorrenza, lavori pubblici e infrastrutture.
Gennaio sarà un mese ricco di novità che si dovranno sviluppare per tutto il 2012. E' un augurio che auspichiamo tutti: che sia l'inizio della ripresa, auspicata per il 2013.

Arch. Lorenzo Margiotta
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