Marcello D OlivoI Civici Musei udinesi organizzano, dal 18 gennaio al 28 aprile 2002, una grande esposizione dedicata all'opera architettonica e pittorica di Marcello D'Olivo (Udine, 1921-1991).

La mostra rappresenta la prima rassegna completa su uno dei maggiori protagonisti dell'architettura italiana del dopoguerra, a dieci anni dalla sua scomparsa.

Teorico della costruzione di una "nuova città" in grado di comporre il dissidio tra architettura e natura, interprete assolutamente originale della lezione di Le Corbusier e Wright, pittore di spicco e intellettuale "a tutto tondo", il friulano Marcello D'Olivo è stato un maestro che ha segnato la storia facendo scuola a livello nazionale e internazionale. Padre del "circus", grande edificio circolare, e della celeberrima "pianta a spirale" di Lignano Pineta, D'Olivo ha operato su scala mondiale: dalla Giordania all'Australia, dal Congo all'Arabia Saudita.

L'esposizione, inaugurata a Udine il 18 gennaio 2002 nelle due sedi della Chiesa di San Francesco e della Galleria d'Arte Moderna, è articolata in due sezioni.

La prima, nella suggestiva cornice della Chiesa medioevale di San Francesco, presenta un'ampia rassegna antologica con centinaia d'opere, tra disegni e plastici dal 1947 al 1991, che raccontano l'infaticabile attività di progettazione urbanistica e architettonica d'una "mente" geniale cui si devono opere innovative e di notevole importanza storica. Tra queste, solo per citarne alcune, la pianificazione di Libreville, capitale del Gabon (iniziata nel 1965), il progetto per il complesso museale di Dakar, commissionato a D'Olivo dal poeta e presidente del Senegal Lèopold-Sèdar Senghor, e il Monumento al Milite Ignoto a Baghdad, per la cui realizzazione l'architetto friulano ricevette l'incarico da Saddam Hussein nel 1979.

La seconda sezione, nella Galleria d'arte moderna, raccoglierà ottanta opere pittoriche che documentano il percorso artistico di D'Olivo dal 1941 al 1990. In mostra anche una serie di ritratti dedicati al grande architetto da amici artisti, e fotografie d'archivio che fissano per immagini la sua avventurosa storia personale.
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