L’Associazione Culturale Artes - che da diversi anni promuove iniziative di notevole valenza culturale sul territorio della provincia di Bari, tra cui il Festival Libro Possibile - attraverso la sezione dedicata alle proprie attività denominata l’Arte Possibile, organizza, in collaborazione con l'Amministrazione Comunale di Conversano, la Fondazione Studio Marconi ’65 di Milano ed il Man Ray Trust, una mostra del celebre artista, composta da fotografie, disegni, acquerelli, serigrafie, litografie, oggetti e una scultura.

Man Ray, pittore, fotografo, scultore, cineasta, ha esplorato le tecniche più diverse ed aderito a tutti i movimenti della sua epoca, cosicché può certamente essere considerato un artista a 360 gradi.

Il titolo della mostra “L’uomo infinito”, tratto dall’opera che sarà esposta, l’’Homme Infini’, del 1970, contiene in sé tutto il senso della complessità e profondità della ricerca artistica di Man Ray, e sembra voler suggerire di gettare uno sguardo sull’amplissima produzione di questo artista nella sua totalità.

L’esposizione si evolve in cinque sale, suddivisa in otto aree tematiche che, in ordine cronologico, analizzeranno i diversi stili e le differenti tecniche con le quali l’artista si è cimentato nel corso di tutta la sua vita.

"L'uomo infinito - Man Ray", Conversano (Bari)
Dal 15 luglio al 19 novembre 2017.
Consulenza curatoriale di Vincenzo de Bellis con Eugenia Spadaro.

Man Ray

Man Ray, all’anagrafe Emmanuel Rudzitsky, nasce a Philadelphia il 27 agosto del 1890. Cresce a New York, dove completa i suoi studi e comincia a lavorare come disegnatore e grafico, firmando le sue opere con lo pseudonimo Man Ray, uomo raggio.
Nel 1915 conosce Marcel Duchamp che diventa suo grande amico, ispira la sua arte e con cui fonda il ramo americano del movimento Dada, destinato però a non avere successo nella Grande Mela. Alle prime opere di ispirazione cubista segue la sperimentazione di varie tecniche (collage, sculture e assemblaggi, pittura ad aerografo, fotografia).
Nel 1921 si trasferisce a Parigi assieme a Duchamp, dove comincia a dedicarsi alle fotografie dei ritratti di personaggi celebri, come James Joyce, Jean Cocteau, producendo i suoi primi “rayographs”: immagini fotografiche ottenute poggiando gli oggetti sulla carta sensibile.
Nel 1924, Man Ray diventa il primo fotografo surrealista e da qui la sua arte fotografica diviene sempre più nota e sempre più ricercata.
Nel 1941 si reca a Los Angeles dove rimane fino al 1951, per poi rientrare a Parigi, dove muore il 18 novembre del 1976, lasciando una lunga eredità artistica.

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