Venezia, Chioggia e gli altri centri urbani lagunari continueranno ad essere sempre sottoposti al cosiddetto fenomeno "acqua alta"?

Si dice che il MOSE (MOdulo Sperimentale Elettromeccanico, opera di ingegneria idraulica - iniziata nel 2003 e tuttora in fase di realizzazione - finalizzato alla difesa di Venezia e della sua laguna dalle acque alte, attraverso la costruzione di un sistema di dighe mobili costituito da schiere di paratoie mobili a scomparsa) abbia raggiunto un avanzamento lavori pari a oltre l'85%.

Secondo semplici previsioni l'intera opera dovrebbe essere completata entro il mese di giugno del 2018, quando tutte le 57 barriere (le paratoie mobili) saranno al loro posto.

Purtroppo dobbiamo assistere all'ennesima brutta figura italiana: da quattro mesi sono in corso le sperimentazioni sulle barriere del Mose e gli esiti sono molto insoddisfacenti, per non dire disastrosi (tenuto conto dell'enorme esborso finanziario: fino ad ora 5 miliardi e mezzo di euro).

I collaudi

Dalla stampa si è appreso che a fine maggio il collaudo dei lavori alla bocca di porto di Lido Nord­Treporti è andato male: detriti, fango e cozze hanno bloccato due paratoie.
A settembre, poi, altro fallimento, ma questa volta a Punta Sabbioni: la diga mobile che si dovrebbe alzare solo per contrastare l'alta marea si è alzata ma non è poi tornata sul fondo.

Certo l'opera è ingegneristicamente impegnativa e idraulicamente avveniristica, ma se le previsioni progettuali erano corrette - nonché le verifiche di laboratorio - perché l'esecuzione avviene con queste sorprese?

La manutenzione

Ancora più grave però è la sensazione che si sia "partiti a lancia in resta", ma si continui "ad oltranza" ad andare avanti con la sola speranza che la città di Venezia possa riuscire a risolvere il gravoso problema dell'acqua alta. Infatti gli esiti scarsi dei collaudi confermano che non vi è alcuna certezza in merito alle altissime spese di manutenzione dell'intera opera.

Quando nel 2009 la Corte dei conti aveva spiegato che i costi di gestione non si conoscevano, tutti hanno fatto finta di niente.
Non va dimenticato, quindi, che già l’ex sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, si era opposto inutilmente alla gigantesca opera, e ancora oggi nessuno sa quanto verrà a costare la gravosa manutenzione.

Arch. Lorenzo Margiotta

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