E siamo giunti finalmente a sapere di che morte moriremo. Il premier Mario Monti illustra e svela oggi le varie e differenziate misure anticrisi.
Dalle indiscrezioni avute dopo gli incontri con i leader politici ci aspettiamo una dura manovra che si aggira intorno ai 20 miliardi di euro oltre ai 4 miliardi previsti dalla delega fiscale.

Lunedi nero per Mario MontiTutti dicono che servono misure severe per far star meglio l'Italia di domani, ma forse solo per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013, così come ci obbliga l'Unione Europea.
E' vero comunque che si tratti di una tappa indispensabile. Del resto giovedi scorso quasi tutti alla Camera erano favorevoli (e così hanno votato) al testo che modifica l’articolo 81, introducendo nella Costituzione il principio del pareggio di bilancio.

”La vastissima maggioranza che ha  approvato il principio costituzionale del pareggio di bilancio testimonia la  ferma volontà del Parlamento e di tutto il Paese nel proseguire sulla strada  del risanamento strutturale della finanza pubblica”, così ha dichiarato il presidente del Consiglio.
“La comune volontà dei Paesi dell’Unione e delle istituzioni comunitarie di garantire durevolmente con norme costituzionali il consolidamento delle finanze pubbliche – ha aggiunto il premier – è un elemento decisivo per il superamento dell’attuale, difficile, crisi finanziaria che attanaglia l’Europa”.  

Questi i possibili interventi del pacchetto di misure anti-cris:
- aumento dell'Irpef per i redditi più alti, oltre i 75mila euro. Potrebbe essere non più l'aumento delle due aliquote Irpef più alte, ma solo di quello del 43%;
- rispristino dell'Ici sulla prima casa, salvando forse le fasce più deboli. Il prelievo dovrebbe essere modulato in base al reddito e alla composizione del nucleo familiare;
- introduzione di una specie di "patrimoniale" o "super-ICI" sulle seconde e terze case;
- revisione delle rendite catastali con un immediato e generalizzato aumento del 15%;
- adeguamento dell'Irap, per renderla più leggera sul costo del lavoro;
- anticipo al 2012 del taglio di 2,5 miliardi al Fondo sanitario nazionale, già previsto per il 2013;
- blocco dell'adeguamento delle pensioni rispetto all’inflazione per il 2012;
- aumento a 42 anni dell'età minima per le pensioni di anzianità;
- accelerazione dell'aumento dell'età di pensionamento delle donne nel privato;
- aumento delle aliquote contributive per tutti gli autonomi.

Come si vede c'è tanto da ipotizzare, ma la verifica la si potrà fare solo dopo la presentazione ufficiale.
Si procederà anche ai tagli del costo delle istituzioni e della politica? Sarà rispettato quanto richiesto da tutti i partiti politici: rigore ed equità?

Arch. Lorenzo Margiotta
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