"L'architetto non è una figura professionale, è un'entità scelta dal gruppo sociale per visualizzare e costruire il livello di qualità raggiunto da quel gruppo: l'organismo realizzato funzionerà allora da incubatrice, organizzando in scambi positivi i conflitti reali del momento" (Luigi Pellegrin).

Dopo i quattro capitoli della interessante biografia, scritta dall'arch. prof. Prestinenza Puglisi e scaricabile online gratuitamente (presstletter.com), si ricorda con estremo interesse che oggi, 24 Gennaio alle ore 19.00, si inaugura (ad Interno 14_lo spazio dell’AIAC-Associazione Italiana di Architettura e Critica) la mostra "COPIARE DA SATURNO_Luigi Pellegrin", a cura di Sergio Bianchi, con Chiara Pellegrin, Elisabetta Straffi, Valeria Menculini, Vincenzo Labellarte e Roberto Ruggeri.

Copiare da Saturno è una finestra sulla ricerca di Luigi Pellegrin. In una serie di disegni di grande formato, molti dei quali esposti per la prima volta, si presenta la sua personale ricerca sulla costruzione di un nuovo luogo dell’uomo sul pianeta.

Complesso scolastico Marchesi, a Pisa 1974

"Il titolo può apparire provocatorio o utopico, ma chi ha avuto la fortuna di incontrare Pellegrin sa che la tensione all’ideazione di un nuovo habitat era per lui un esperienza estremamente pragmatica. Pellegrin è un architetto radicale.
Col termine radicale mi riferisco sia alla capacità di penetrare la realtà alla ricerca del senso ultimo delle cose che alla ricerca delle origini. Punti saldi da cui partire per esplorare il senso ed il luogo dell’uomo nell’universo.
Visioni di grande forza, ma anche di grande rispetto per l’ecosistema. Visioni di un ambiente liberato dove il costruito viene concentrato in nodi densi sollevati dal suolo. Contrariamente all’approccio contemporaneo, mutuando la ricerca dalla fantascienza e radicandosi nelle visioni di Louis Sullivan, Pellegrin propone un approccio forte: liberare il suolo è l’imperativo costante della ricerca, il posto dell’uomo è sopra, in macro escrescenze specializzate, collegate da linee che contengono flussi di energia. A terra il naturale si riappropria dello spazio, l’artificiale è concentrato in pochi, densi punti singolari. Pellegrin, cambiando il punto di vista, saltando alla scala del pianeta, ci mostra come affrontare il tema della sostenibilità, oggi inflazionato, in un modo "altro", coraggioso." (Sergio Bianchi)

L’iniziativa non si prefigge finalità commerciali di alcun genere, ma fa parte delle attività culturali dell’associazione.
L’evento sarà strettamente su invito e prenotazione: uffstampaaiac@presstletter.com
Interno 14 è a Roma in via Carlo Alberto 63.

Associazione Italiana di Architettura e Critica: www.architetturaecritica.it

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