Il ricorso al solo lavoro dei praticanti negli studi professionali non fa scattare l'obbligo di pagamento dell'IRAP, l'Imposta regionale sulle attività produttive.

È quanto determinato dalla Corte di Cassazione nella sentenza n. 2520/2014. Il motivo della decisione delle Corte risiede nel fatto che, avvalendosi solo di praticanti, l'attività svolta dal professionista non costituisce autonoma organizzazione. Viene dunque meno il presupposto impositivo per l'applicazione dell'IRAP.

La sentenza della Cassazione, che rappresenta l'ultimo grado di giudizio, conferma l'interpretazione già fornita dall'Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 45/E/2008 per la quale, essendo lo scopo del tirocinio prevalentemente quello di formare il praticante al lavoro, non si può ritenere che il tirocinante contribuisca alla formazione del reddito in modo autonomo, diversamente da come avviene con il lavoro da dipendente.

Corte di Cassazione e Agenzia delle entrate, quindi, in accordo con quanto affermato in precedenza "dall'Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili", hanno chiarito ma ribadito sottolinendo che, tale eccezione, vale esclusivamente per gli studi professionali che si avvalgano solo ed esclusivamente dell'aiuto di praticanti.

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