Lo spazio della SapienzaSono stati più di ventimila i visitatori de "Lo spazio della Sapienza. Santa Sofia ad Istanbul", la mostra documentaria con cui il Meeting ha voluto proporre, all’interno di Castel Sismondo (fino all'11 novembre scorso), le immagini, le atmosfere e la storia di uno dei monumenti più famosi al mondo: Santa Sofia, l’ex basilica bizantina, la "madre di tutte le chiese dell'Oriente cristiano".

L'antico tempio, trasformato in moschea dopo la caduta di Costantinopoli in mano ottomana (1453) è ora un museo nazionale.

Che "Lo spazio della Sapienza. Santa Sofia ad Istanbul" si sia rivelata molto di più di una tradizionale mostra è confermato dal successo del catalogo (andato completamente esaurito), a dimostrazione di come, anche chi non ha potuto recarsi a Rimini, abbia apprezzato il fatto che il celebre monumento sia stato indagato e riproposto con immagini e con un taglio del tutto originali.

A dar voce allo splendore della solenne liturgia, celebrata per secoli dentro la chiesa che vide l'incoronazione degli imperatori romani fino alla caduta dell'Impero d'Oriente, a Castel Sismondo era presente una raffinata selezione di magnifici oggetti di culto di fattura costantinopolitana, prodotti nelle celebri officine del palazzo imperiale di Bisanzio, riuniti a Rimini grazie alla collaborazione di molte istituzioni, dai Musei Vaticani al Tesoro della Basilica di San Marco a Venezia; per dare modo al visitatore di ammirare la qualità assoluta di oreficerie, smalti, avori, mosaici e cristalli che le famiglie imperiali succedutesi sul trono d'Oriente commissionarono nei secoli ai più celebri artigiani del tempo.

I volti superstiti dei meravigliosi mosaici che un tempo rivestivano il tempio bizantino, le antiche croci cui si sovrappongono le decorazioni islamiche, l’incredibile profondità degli spazi, sono state ammirate a Rimini grazie ad una campagna fotografica due volte unica: per essere la più recente realizzata e perché frutto del lavoro non di un consueto fotografo d'arte, ma di Franco Pagetti.

Come Pagetti ha catturato i volti e gli spazi di Santa Sofia, restituendoci l’anima viva dell’antico tempio, così le immagini girate da Massimo Coconi Santoni, operatore dalla lunga esperienza televisiva, hanno colto il volto odierno di Istanbul, i colori del Bosforo, lo stupore di chi visita oggi Santa Sofia e intuisce da ciò che è rimasto lo splendore abbagliante descritto nelle testimonianze di chi ebbe la fortuna di vedere la basilica nella sua integrità.

Comuncato stampa dello Studio Esseci
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