La riqualificazione urbana di quartieri degradati è un tema dibattuto in questi anni. Proposte e perplessità su quali interventi programmare per rialzare le sorti di agglomerati in stato di inesorabile disgregamento edile e sociale, sono espressi da tecnici e amministratori. Un quartiere tristemente noto per il suo isolamento da ghetto è lo Zen di Palermo.

Lo Zen di Palermo potrebbe rinascereUna proposta radicale di riqualificazione dell'area arriva dal presidente della Commissione Urbanistica di Palermo, il consigliere comunale Nadia Spallitta. Il progetto dell'architetto Ciro Lo Monte prevede un rinnovamento dell'edilizia ormai degradata e poco efficiente del quartiere palermitano progettato alla fine degli anni '60 da Vittorio Gregotti.

Il concetto da cui parte l'idea è attuale.  Non è più possibile pensare di realizzare case per persone meno abbienti con criteri che prediligono una edilizia di bassa qualità. Il degrado sociale è proprio causato dalla mancanza di un senso di appartenenza all'insediamento urbano, il più delle volte brutto e isolato. La città appare lontana e il luogo della vita di ogni giorno privo dei servizi necessari a un'area urbana.

Secondo il progettista potrebbe essere strategico tornare a sistemi costruttivi tradizionali ma con tecnologie attuali che permettano di superare la pesantezza visiva del cemento armato. Pietra e legno possono essere i materiali da cui partire per realizzare un quartiere totalmente autosufficiente.

Per riqualificare l'area dello Zen, sempre secondo il presidente della Commissione Urbanistica,  si potrebbe procedere ad un graduale sostituzione delle vecchie strutture mediante abbattimento e costruzione. Una soluzione che non prevede grandi stanziamenti e partirebbe dai 40 milioni di fondi regionali accantonati anni fa proprio per questo quartiere, prevedendo anche una quota di edilizia agevolata.
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