Copertura vetrata - 1901

Tra fine Ottocento e inizi Novecento si sviluppò un movimento artistico-culturale, caratterizzato da una particolare eleganza decorativa che rispondeva al dibattito estetico europeo contrapponendosi agli stili storici del passato: l'ornamento diventa importante e assume un nuovo significato, perché diventando un simbolo diventa piacere estetico.

Diversi i nomi dati all'espressione di questa tendenza, a seconda delle nazioni in cui si sviluppò: "modern style" in Inghilterra, "art nouveau" in Francia, "Jugendstil" in Germania, "secession stil" in Austria, "stile floreale" in Italia.

Come si evince dal nome italiano, il nuovo stile (che successivamente fu identificato col nome di Liberty) traeva spunti ispirativi dal mondo vegetale e dalle bellezze della natura.

Diventò uno stile moderno ad ampio raggio che poneva l'accento sulla libera creazione dell'artigiano, come unica alternativa alla meccanizzazione e alla produzione in serie di oggetti di dubbio valore estetico.
Ma il nuovo movimento artistico non poteva non adottare anche le nuove tecniche di produzione industriale, ed i nuovi materiali quali il ferro, il vetro e il cemento, giungendo così per la prima volta alla definizione di una nuova progettualità.

Nell'ambito della grafica e delle arti applicate numerosi esempi di applicazione dello stile liberty emergono già dal 1895, ma l’apice dell’influsso del nuovo stile in Italia si raggiunge nel 1902, con l’Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa Moderna tenutasi a Torino nel parco del Valentino, ove erano esposti i maggiori esempi di architettura, arredi e arti applicate europee.

Le modifiche furono visualizzate sulla base di teorie e approcci estetici innovativi, insieme a un interesse spinto per gli elementi ornamentali: la linea è imprescindibile, in movimento, utilizzata per scopi decorativi e per definirne la forma.

E il prossimo anno, per la prima volta a Forlì, negli spazi dei Musei San Domenico (1 febbraio-15 giugno 2014), si potrà ammirare una grande mostra sul Liberty italiano dove i protagonisti saranno la Pittura, la scultura, le arti decorative: vetrate, ferri battuti, mobili, oggetti d’arredo, posters, tessuti, gioielli, ceramiche.

"Uno stile per l'Italia moderna" sarà anche l'occasione per esaminare questo affascinante periodo artistico italiano inserendolo all'interno dei grandi movimenti europei, senza prescindere da autori come Klimt, Mucha, Adler, Moser, Tiffany, Klinger, Boecklin, Van Stuck, Morris, Beardsley, Gallè, Lalique, Mazzucotelli, Bellotto, Chini, Dudovich, Fenoglio, Basile, D'Aronco, Sommaruga, Olbrich, Zecchin.

Arch. Lorenzo Margiotta

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