Il Governo ha varato la legge di stabilità 2015, che ha un valore di 36 miliardi di cui 18 sono di tagli. Tra le novità, l’estensione del bonus degli 80 euro, la sperimentazione del TFR in busta paga, eliminazione per tre anni dei contributi per i contratti a tempo indeterminato, più risorse per ricerca e innovazione, recupero e contrasto dell’evasione per 3,8 miliardi, nuovo regime partite IVA.

E proprio dal Consiglio Nazionale degli Architetti (CNAPPC) arriva un commento negativo sulle misure che riguardano il regime delle Partite Iva.

Nel testo è stata infatti triplicata, passando dal 5 al 15%, l'imposta forfettizzata che sostituisce Irpef, Irap e altre tasse e finora riservata a coloro che si trovavano nel cosiddetto regime dei minimi; e - come se non bastasse - è stata anche differenziata, a seconda dei diversi settori professionali, la soglia di accesso al regime forfetizzato che per gli architetti viene dimezzata dagli attuali 30 mila a 15 mila euro annui, riducendo fortemente la platea di possibili beneficiari. Ed ancora, mentre l'attuale sistema prevedeva una detrazione delle spese in maniera analitica, la previsione legislativa fissa in maniera forfettaria le detrazioni che non possono superare la soglia del 22%.

"Un' altra prova, se queste misure venissero confermate - sottolinea il Consiglio Nazionale - dell'incapacità del Governo e della politica tout court di comprendere la drammaticità della situazione: gli architetti italiani - stremati dalla crisi - hanno redditi medi da incapienti, con fatturati crollati di un terzo nel 2013 rispetto all'anno precedente; non dispongono di alcuna garanzia "sindacale" né beneficiano di cassa integrazione o bonus statali; hanno invece debiti con le banche, devono attendere in media 218 giorni per ottenere un pagamento da parte della Pubblica Amministrazione, 172 da parte delle imprese, 98 dai privati.

"E' sempre più forte il dubbio, che però ormai si sta tramutando in certezza - conclude il Consiglio Nazionale - che il nostro non sia davvero più un Paese per architetti, e anzi che esso sia volutamente portato - da una classe politica miope e inetta - a fare a meno della nostra professionalità proprio quando le nostre città hanno bisogno di essere "rigenerate" e "messe in sicurezza", così come i nostri territori, e i nostri monumenti salvaguardati".

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