La Legge 28 dicembre 2015 n. 208, (legge di stabilità 2016), con riferimento al tema della determinazione della rendita catastale delle unità immobiliari urbane a destinazione speciale e particolare, censite in catasto nelle categorie dei gruppi D e E, ha introdotto sostanziali cambiamenti al pregresso quadro normativo di riferimento.

“A decorrere dal 1º gennaio 2016, la determinazione della rendita catastale degli immobili a destinazione speciale e particolare, censibili nelle categorie catastali dei gruppi D ed E, è effettuata, tramite stima diretta, tenendo conto del suolo e delle costruzioni, nonché degli elementi ad essi strutturalmente connessi che ne accrescono la qualità e l’utilità, nei limiti dell’ordinario apprezzamento. Sono esclusi dalla stessa stima diretta macchinari, congegni, attrezzature ed altri impianti, funzionali allo specifico processo produttivo”.

Questo è quanto previsto dall'art. 1, comma 18, dalla c.d. Legge Stabilità 2016.

Va ricordato che l’Agenzia del Territorio dispose (Risoluzione 3/T del 6/11/2008 e successiva nota n. 31892 del 22/6/2012) che gli immobili ospitanti le “centrali elettriche” a pannelli fotovoltaici dovevano essere accertati nella categoria catastale del gruppo “D/1 opifici” (unità immobiliari a destinazione speciale) e che nella determinazione della relativa rendita catastale dovevano essere inclusi i pannelli fotovoltaici come “impianti fissi, ovvero macchinari in funzione degli elementi di unione alla struttura”.

Ora, con la Circolare n. 2/E del 1° febbraio 2016 l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alla portata della nuova normativa (Stabilità 2016). In pratica, d’ora in avanti, per gli immobili a destinazione speciale e particolare, la stima diretta si effettuerà tenendo conto del suolo, delle costruzioni e degli elementi strutturalmente connessi (come impianti elettrici e di areazione, ma anche ascensori, montacarichi, scale mobili), senza più considerare i macchinari, i congegni, le attrezzature e gli altri impianti funzionali al processo produttivo, che non conferiscono all’immobile un’utilità apprezzabile anche in caso di modifica dell’attività al suo interno.

Ing. Enzo Ritto

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