Studio Manfredi Nicoletti

Costruita nell’ultimo decennio, Putrajaya non ha le periferie della maggior parte delle capitali asiatiche. Le case devono essere dipinte con colori prestabiliti, i prati falciati, e non sono consentite recinzioni.

Putrajaya, progettata come antidoto alle soffocanti città del sud-est asiatico, è il teatro paradisiaco per le torri sostenibili Putrajaya progettate dallo studio italiano di architettura Manfredi Nicoletti in collaborazione con Hijjas Kasturi Associates.

Otto elementi architettonici bioispirati.
Un complesso residenziale ispirato agli organismi marini e caratterizzato da un’architettura bioclimatica; sorge a circa 30km a sud di Kuala Lampur su un bellissimo lago artificiale.

Il complesso consuma circa il 50% in meno di CO2 rispetto alle attuali residenze, questo grazie alla ventilazione naturale, alle zone dedicate al verde e all’utilizzo di energie alternative.

L'architettura bioclimatica, che non bisogna confondere con la bioarchitettura, è un modello di costruzione che cerca di conciliare al massimo i requisiti di comodità con una strategia di controllo passivo del microclima interno, aumentando al massimo l’efficacia degli scambi tra l’edificio e l’ambiente, attraverso l’attento studio delle relazioni che intercorrono fra la forma e la localizzazione dei fabbricati e le energie rinnovabili presenti nello spazio architettonico.

Molti hanno incolpato il progetto del Parco residenziale di Putrajaya d’essere troppo apertamente ispirato al noto Centro culturale Jean Marie Tjibaou di Renzo Piano, nella Nuova Caledonia.

In effetti, la forma di gusci ricurvi e proiettati verso l’alto richiama quella del complesso pensato da Piano negli anni ’90, ma sono molte le differenze, a partire dal materiale utilizzato per giungere al fatto che il complesso residenziale del parco residenziale di Putrajaya è innegabilmente una proposta d’impatto.

La Malaysia non è nuova a questo tipo di architettura d’impatto, basti ricordare le mirabolanti Petrona’s Twin Towers, due torri gemelle alte 452 metri e collegate tra loro da un ponte, costruite a Kuala Lumpur dall'architetto argentino Cesar Pelli tra il 1992 e il 1998 ispirandosi all’architettura di tradizione islamica.

Gli otto elementi architettonici componenti il centro residenziale sono allineati sinuosamente tra il centro abitato ed il lungolago, come a formare un elemento di congiunzione tra i due ambienti; hanno una forma ispirata a quella di organismi marini, con una struttura leggera che lascia passare la luce e l’aria, e dimensioni diverse che creano movimento nella fila degli edifici.

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