Le settimane dell Architettura e del DesignUn folto pubblico ha partecipato a Cava de'Tirreni (Sa) all’incontro "Manufatto - Architettura - Design", primo appuntamento dell’iniziativa "Le settimane dell’Architettura e del Design".

Prestigiosi relatori hanno delineato le prospettive dell’artigianato e del design nell’epoca della globalizzazione: Workshop, forum, mostre, corsi di formazione ed una festa finale della ceramica.

E’ l’ambizioso percorso biennale de "Le settimane dell’Architettura e del Design", progetto volto alla valorizzazione delle Arti applicate ed alla rivalutazione e crescita economica del territorio.

Venerdì 14 dicembre, nella Sala Teatro Comunale di Cava de’Tirreni (Sa), si è svolto il primo appuntamento dell’iniziativa organizzata dal Consorzio Ceramisti Cavesi, in collaborazione con il Comune di Cava de’Tirreni.

Alla presenza di un folto pubblico, composto da architetti, designer, studenti e personalità politiche, il critico internazionale di design ed architettura François Burkhardt, il noto designer Paolo Deganello, l’affermato imprenditore Carlo Guglielmi ed il famoso architetto portoghese Alvaro Siza y Vieira si sono confrontati sulle prospettive dell’artigianato e del design nella cultura architettonica contemporanea e nell’epoca della globalizzazione.

Un forum d’autore, un incontro-dibattito che ha delineato preziose linee guida per le piccole e medie imprese del settore.

In tema con le finalità dell’evento, che si propone il rinnovamento ed il miglioramento dell’immagine e della produzione del comparto ceramico, creando altresì, attraverso nuove strutture ed iniziative locali, un’attività culturale e turistica legata alla Regione Campania e nello specifico alla città di Cava de’Tirreni, simbolo di ceramica di qualità sul piano nazionale ed internazionale.

Rinnovamento, inteso come cambiamento di abitudini, mentalità e pratiche, parola d’ordine anche per il critico internazionale di design ed architettura François Burkhardt, che subordina il superamento delle difficoltà attraversate oggi dall’artigianato all’adozione di nuove visioni e di pratiche adattate alle condizioni attuali del consumo, delle tecniche produttive e dei mercati internazionali.

"Serve un’innovazione trasversale, che riguarda tanto la produzione degli oggetti quanto l’architettura e la città. E’ l’unica soluzione per aprire prospettive e visioni più che mai necessarie. Per questo parliamo di riconversione culturale ed economica del territorio. Ed al territorio associamo la sua storia, il suo sviluppo, la sua cultura e la sua produzione specifica".

E se il designer Paolo Deganello ha proposto una ridefinizione del lavoro artigianale quale spazio della ricerca necessario all’innovazione della "grande serie", in un rapporto di complementarietà tra modalità del produrre artigianale e del produrre industriale, l’architetto portoghese Alvaro Siza y Vieira, ospite d’eccezione dell’evento, insignito nel 1992 del prestigioso "Pritzker Prize" (il Nobel dell’Architettura), ha sottolineato come la pratica architettonica debba compiersi attraverso una continua simbiosi ed integrazione tra il lavoro artigianale ed i processi di industrializzazione del costruire.

"Un rapporto che presenta vari gradi, oscillanti tra una marcata artigianalità ed un elevato livello di meccanizzazione a seconda del progresso tecnologico che caratterizza le zone in cui si costruisce. Il problema non è, dunque, la qualità architettonica, ma lo stato di avanzamento tecnologico e logistico dei processi di costruzione che si svolgono a livello locale.

E’ necessaria una conoscenza approfondita della pratica artigianale, ma anche una grande fantasia nello studio dei dettagli. Perché spesso è proprio dal dettaglio, dalla precisione esecutiva, dalla scelta e dalla sottolineatura adeguata dei materiali, che nasce una parte della qualità architettonica, che viene percepita solo se l’esecuzione è accurata.

Perciò aspiriamo continuamente a stabilire un rapporto di simbiosi tra progettista ed esecutore, tra architetto ed impresa, a maggior ragione se artigianale".
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