Riceviamo e riportiamo un’applicazione della metodologia BIM nell’ambito di una esercitazione sulla progettazione di una infrastruttura viaria nel Corso di Laurea in Ingegneria Civile dell’Università degli Studi Roma Tre.
Autori: Davide Presta, Fabrizio D’Amico.
Stralcio dell'articolo tratto dal fascicolo n° 126 Novembre/Dicembre 2017 di Strade e Autostrade.

Da diversi anni ormai la progettazione e la gestione delle infrastrutture ha assunto caratteri di complessità e multidisciplinarietà certamente superiori al passato, a causa delle sempre maggiori esigenze che si intendono perseguire, in primo luogo quelle che tentano di garantire e coniugare funzionalità e sicurezza delle opere, anche grazie a una progettazione efficace ed efficiente.

In uno scenario ormai consolidato nelle esigenti richieste quali-quantitative, l’avvento, lo sviluppo e l’insediamento di metodologie innovative per la gestione e realizzazione dei progetti hanno rappresentato e rappresenta tutt’oggi un’occasione da cogliere e sfruttare, soprattutto nel campo delle infrastrutture di trasporto dove le esperienze ed applicazioni di tali metodologie ancora latitano sia in ambito nazionale che internazionale.

La possibilità di applicare ed implementare anche in tale ambito tecnologie BIM, acronimo di Building Information Modeling, consente da un lato di ereditare le esperienze ormai più consolidate nell’ambito del building o in altri settori dell’ingegneria civile, e dall’altro di ampliare le esperienze e le conoscenze con il principale obiettivo di ottimizzare le metodologie di applicazione.

Secondo quanto premesso, nell’ambito delle attività di ricerca e docenza gestite dal gruppo Strade, Ferrovie, Aeroporti del Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi Roma Tre, con lo scopo di esplorare le possibilità messe a disposizione dalle nuove tecnologie dei software di progettazione (in questo caso, grazie alla collaborazione tra l’Università degli Studi Roma Tre e Autodesk, sono stati utilizzati i software AutoCAD Civil 3D e Infraworks 360), si è intrapreso un progetto che ha come finalità ultima quella di definire i passi e i processi da mettere in atto, nel caso si voglia implementare una progettazione BIM, nella progettazione delle infrastrutture viarie.

Questo progetto ha tra gli obiettivi, quello di mostrare, attraverso una prima applicazione del BIM su un caso studio trattato nell’ambito di una esercitazione progettuale, le principali peculiarità e le eventuali problematiche derivanti dal suo utilizzo.

I vantaggi del BIM

I vantaggi offerti dall’implementazione del processo BIM sono sicuramente molti e ormai non possono più essere ignorati. Come accade però per tutte le innovazioni, prima di poter beneficiare dei vantaggi dati dall’introduzione di questa nuova tecnologia, bisogna riuscire a superare la forte resistenza al cambiamento ed è necessaria una profonda riflessione sui limiti e sulle potenzialità di tali strumenti, per comprendere a fondo l’entità e la bontà dell’innovazione.

Nel caso del BIM, in primo luogo bisogna recepire che questo è un processo, pertanto la semplice introduzione di una nuova applicazione software non può certamente bastare. Per modificare le procedure interne di un’Azienda sarà necessario introdurre nuove conoscenze e competenze in quanto gli addetti ai lavori dovranno comprendere non solo il funzionamento dei nuovi processi, ma anche la loro logica interna e i vantaggi offerti.

I progetti BIM richiedono una stretta collaborazione tra tutti i partecipanti e uno scambio di dati e informazioni conforme a standard comuni. A livello comunitario, l’importanza dei processi BIM è già stata compresa da altri Paesi europei che hanno costruito un impianto normativo ad hoc e l’Italia sta seguendo questo esempio.
Si può capire il perché di questa rapida tendenza all’innovazione guardando agli effettivi ed evidenti vantaggi del BIM che possono trovare spazio nelle diverse fasi progettuali e che, principalmente, possono essere riassunti come di seguito riportato:
o un numero di rielaborazioni progettuali inferiori;
o una migliore collaborazione tra i diversi aspetti del progetto;
o la possibilità di estrapolare velocemente documenti e rapporti (computi, WBS, diagrammi Gantt, ecc.) utili per una più consapevole gestione del progetto;
o un potenziale numero inferiore di errori di progettazione;
o una efficace ed efficiente gestione e manutenzione delle risorse.

Inoltre il confronto tra un processo tradizionale e un processo BIM ci mostra come il BIM sposti la maggior parte del lavoro nelle fasi iniziali della progettazione, ovvero quella ottimale per analizzare approfonditamente le problematiche progettuali, apportare le eventuali modifiche alle diverse soluzioni paventate, ottenendo così migliori risultati e riuscendo al contempo a contenere i costi nelle fasi successive.
Con l’avvento del BIM, e l’eventuale sua applicazione alle infrastrutture, sembra esserci finalmente la disponibilità di uno strumento capace di creare virtualmente il primo prototipo e di verificarlo in tutte le sue fasi, dalla progettazione, alla sua messa in opera, dalle attività di manutenzione ordinaria e straordinaria, fino al suo smantellamento.

Davide Presta, Fabrizio D’Amico

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